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Terremoto: il presidente Rossi chiede lo stato d'emergenza, «teniamo alto l'impegno»

La situazione «non è particolarmente preoccupante» ma, considerati il panico e la tensione che si sono manifestati a seguito delle scosse di domenica e l'eventualità che si possano ripetere, «lo stato e le istituzioni tengono alto l'impegno». Così ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi sulla situazione in Lunigiana e Garfagnana ricordando di aver chiesto lo stato di emergenza.

Parole chiave: enrico rossi (422)

Il presidente ha detto che si è deciso di intensificare nelle zone terremotate la presenza dei soccorsi, con la disponibilità di nuove tendopoli con 2mila posti letto, mentre sono state verificate le disponibilità delle strutture di accoglienza nelle località della costa («Se ce ne fosse bisogno, ma ci auguriamo di no», ha aggiunto).

Il presidente Rossi ha quindi ricordato la richiesta dello stato di emergenza, la necessità di primi finanziamenti (5 milioni) per far fronte alle urgenze e ha giudicato «interessante» la proposta avanzata da alcuni parlamentari di sostenere i privati che devono intervenire con ristrutturazioni sugli immobili danneggiati con un meccanismo analogo a quello degli ecoincentivi (riduzione del credito di imposta). In questo momento sono state dichiarate inagibili 45 abitazioni in Lunigiana e 12 in Garfagnana, ma si teme che il conto possa salire con l'estensione dei controlli.

«Le istituzioni e il volontariato si stanno muovendo - ha concluso il presidente Rossi - Ci siamo anche oltre il necessario perchè vogliamo essere vicini alla popolazione sotto tutti gli aspetti».

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