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Toscana: Legambiente, coste preda lobby del cemento e criminalità

Con 474 infrazioni, 622 persone denunciate e arrestate e 90 sequestri, nel 2012 la Toscana si è piazzata al sesto posto in Italia per ciclo del cemento. è “il campanello d'allarme da non sottovalutare” che Legambiente rilancia in occasione del suo tradizionale festival estivo “Festambiente” in corso a Rispescia, nel grossetano.

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Parole chiave: Legambiente (47)

“Le coste toscane - scrivono gli ambientalisti in una nota - sono da sempre ambite dalle lobby del cemento. A farne le spese, come dimostrano le indagini passate e recenti, sono principalmente l'Arcipelago Toscano, l'Argentario e la Versilia”. “Usano la forza dell'intimidazione e della minaccia, prediligono il riciclaggio per incrementare i profitti e presentarsi con il volto 'seducente e affascinanté dei finanziatori. Così operano le mafie in Toscana, in particolare i clan della camorra e della “ndrangheta. La chiamano - sottolinea Legambiente - 'delocalizzazione' e in Toscana è diventata triste realtà, soprattutto nel ciclo del cemento”.

“Il capitale 'nero' - denuncia l'associazione - finisce nell'edilizia, nelle ditte aggiudicatarie degli appalti, indotto e subappalti compresi. Non è solo la camorra, purtroppo, ad aver messo 'occhi e manì sulla Toscana. Secondo gli investigatori della Dna anche la “ndrangheta ha scelto questa regione per tentare il riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Nell'ultimo periodo i Crea di Rizziconi, gli Alvaro di Sinopoli, ma anche i Bellocco di Rosarno, i Facchineri, i Gallace e i Mancuso hanno operato più o meno direttamente sul territorio”.

In tale quadro, Legambiente reputa che “a rendere ancora più preoccupante la situazione è l'interesse, già manifestato dalle organizzazioni mafiose, di investire in questa regione, sia nel settore immobiliare che in quello turistico, i proventi delle loro attività illecite”. Un indicatore di questa anomalia arriva dai dati sulle Operazioni 'sospette' indicate nella Relazione della Banca d'Italia risalenti 2012: con 4386 operazioni sospette, la Toscana è la seconda regione del centro Italia e un aumento del 35% rispetto all'anno precedente (erano 3546 nel 2011).

“Sono dati, inchieste e relazioni da non sottavalutare - dichiara Angelo Gentili, segreterio nazionale Legambiente e coordinatore nazionale Festambiente. “La Toscana - prosegue - ha gli anticorpi necessari per respingere gli interessi della criminalità. è necessario lavorare bene, presto ed insieme. Occorre combattere il fenomeno con l'informazione e rendere più trasparenti possibili le procedure, con un'attenta verifica delle ditte e facendo attenzione ai subappalti”, conclude l'esponente di Legambiente.

Fonte: Asca
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