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Toscana: Scienza&Vita, con la Ru486 nei consultori si compie la banalizzazione dell’aborto

«La scelta della Regione Toscana di rilasciare la Ru486 nei consultori consuma il processo di banalizzazione dell’aborto in una deriva riduttivistica mascherata da efficienza», commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita.

Percorsi: Regione - Sanità - Toscana
Parole chiave: interruzione di gravidanza (1), ru486 (32), aborto (107), pillola abortiva (5), consultori (4)

A deciderlo è il Consiglio sanitario regionale, l'organo tecnico che affianca l'assessorato alla salute. Così in Toscana, primo caso in Italia, la pillola abortiva potrà essere data senza un ricovero ordinario o in day hospital, bensì in consultori e poliambulatori dove la donna che compie questa scelta dovrà restare per due ore dopo aver assunto il farmaco. Dopo potrà tornare a casa avendo pero' sempre sottomano il numero telefonico della struttura sanitaria e quello del pronto soccorso ginecologico più vicino. Due giorni dopo potrà tornare nella stessa struttura per la seconda assunzione, fissando una visita di controllo per 15 giorni dopo.

«La Ru486 - spiegano - , prodotto abortivo tutt’altro che esente da rischi, era stata adottata nei vincoli della Legge 194, prevedendo quindi il ricovero e l’osservazione. Paletti che sono già stati ampiamente disattesi dal momento che la donna, dopo aver assunto la compressa abortiva, poteva agevolmente firmare le proprie dimissioni dal reparto. Ora la somministrazione della pillola direttamente tramite i consultori scavalca ogni disposizione legislativa e apre a una deregulation senza precedenti, le cui conseguenze sul piano antropologico sono immediatamente intuibili». 

«In questa vicenda emerge anche l’aspetto umanamente più terribile di una sanità che attraverso il facile paravento burocratico della semplificazione e della riduzione delle liste d’attesa, in realtà abbandona le donne a se stesse. Non crediamo che consegnare un blister e un numero di telefono voglia dire essere dalla parte delle donne, soprattutto in un momento in cui spesso l’attenzione, la premura e una parola di sostegno possono incidere favorevolmente nell’accoglienza della vita. La fornitura libera della RU486 - concludono Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello - privatizza l’interruzione di gravidanza, lasciando la donna a sostenere il peso di tutte le fasi abortive nell’indifferenza e nella solitudine».

Fonte: Comunicato stampa
Toscana: Scienza&Vita, con la Ru486 nei consultori si compie la banalizzazione dell’aborto
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