Toscana

Toscana: clausole sociali negli appalti del Servizio sanitario, collaborazione tra Estar e sindacati

Le clausole sociali sono quelle condizioni apposte dalla pubblica amministrazione nelle vesti di stazione appaltante, che esulano dai consueti principi economici, inserendo limitazioni di carattere sociale per la partecipazione al bando di gara (per esempio, l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate). Sulla base dei lavori del gruppo tecnico, Estar ha predisposto un’ipotesi di clausola sociale nella quale sono stati previsti due elementi di premialità delle offerte: il mantenimento delle sedi economiche e il mantenimento delle sedi di lavoro. Inoltre saranno introdotti alcuni elementi di premialità anche per la clausola soggetti svantaggiati.

Il protocollo siglato lo scorso aprile si ispira al decreto legislativo 163 del 2006, che sancisce che, in materia di affidamento di appalti pubblici, il principio di economicità può essere subordinato, entro i limiti consentiti dalle norme vigenti, ai criteri ispirati a esigenze sociali, e che le stazioni appaltanti possono pretendere, nei capitolati di gara, condizioni particolari per lo svolgimento dei contratti, ispirate ad esigenze sociali.

Obiettivo del protocollo, definire buone pratiche in materia di appalti di servizi nell’ambito dell’erogazione del Servizio sanitario regionale, per attuare gli scopi di tutela sociale ed elaborare strumenti tecnici e operativi adeguati per la loro realizzazione concreta, sia nella elaborazione delle condizioni di esecuzione degli appalti, che nella valutazione delle offerte di gara.

I firmatari del protocollo si sono impegnati a promuovere e valorizzare il dialogo tecnico come strumento per la conoscenza e la scelta dei migliori istituti contrattuali di tutela sociale, soprattutto negli appalti pubblici di servizi ad alto impatto lavorativo.

E condividono lo spirito metodologico (sotteso al protocollo) secondo il quale la normativa sugli appalti dovrebbe essere rivista, aggiornata e applicata in modo da accrescere l’efficienza della spesa pubblica, facilitando altresì il conseguimento di obiettivi condivisi a valenza sociale; e che per il perseguimento di questo obiettivo devono essere valorizzati istituti come, appunto, il dialogo tecnico, di cui le amministrazioni possono avvalersi, sollecitando e accettando consulenze che possono essere utlizzate nella preparzione del capitolato d’oneri, a condizione che queste consulenze non abbiano l’effetto di ostacolare la concorrenza.