Toscana

Toscana contro il «ghetto» digitale

di Ennio Cicali

Si parla molto di «digital divide», che in inglese indica la divisione fra chi ha accesso alla tecnologia digitale e a Internet e quelli che ne sono esclusi, un vero e proprio «ghetto». Una differenza importante nella società dell’informazione, diventata il bene più importante, se non decisivo, delle nostre comunità: un’autentica ricchezza che può decidere dell’avvenire di interi territori come delle possibilità di vita di ogni cittadino. Accanto all’informazione di tutti i giorni, quella dei tradizionali mass media (giornali, radio e televisione) crescono  sempre di più le notizie che passano attraverso Internet. Una realtà che apre per tutti nuove opportunità.

Spesso la divisione digitale è dovuta alla mancanza del computer, necessario per i collegamenti, oppure dall’assenza di linee adeguate. Per agevolare a tutti l’accesso a Internet sono da qualche tempo operanti per iniziativa della Regione Toscana i Paas, acronimo di «Punto di accesso assistito ai servizi e a Internet», che offre ai cittadini l’assistenza gratuita per il reperimento di servizi on-line delle amministrazioni locali, o, meglio, un luogo, dotato di strumentazione e risorse tecnologiche e telematiche, dove si può accedere gratuitamente a Internet e avere assistenza alla navigazione.

I Paas, tutti dotati di computer, sono presidiati da volontari che assistono i cittadini nelle attività d’animazione e formazione di base. Un operatore qualificato assiste e collabora nell’acquisizione di conoscenze e nello sviluppo dell’autonomia dell’utente, nell’accesso ad Internet e nell’uso degli strumenti informatici. Il Paas è un servizio aperto per almeno 6 ore settimanali, talvolta in orari diversi da quelli normali d’ufficio.

I 276 Paas toscani sono operanti in 176 comuni e hanno molteplici collocazioni e diverse tipologie d’utenza: nei circoli, nelle biblioteche, nei centri anziani, nei centri giovani, nelle sedi della Pubblica assistenza e Misericordie, altre nelle pro loco o in sedi comunali. Anziani, giovani, immigrati, turisti, cittadini in genere, tutti con istanze diverse, trovano nel Paas un aiuto all’individuazione delle risposte ai loro bisogni, una finestra verso realtà sociali diverse.

Si fanno intanto passi avanti per aumentare la presenza della banda larga in Toscana: altri 100 mila utenti potranno connettersi a Internet veloce superando un «digital divide» inaccettabile, grazie a un accordo fra Ministero e Regione che comporta una spesa di 20 milioni di euro. La buona notizia viene da Stella Targetti, vicepresidente della Regione con delega all’innovazione e alla ricerca, che ha portato in giunta uno schema di convenzione operativa per lo sviluppo della connettività attraverso l’uso della banda larga di seconda generazione.

La stima dei toscani coinvolti dall’operazione è di circa 100 mila persone (altri 300 mila, sempre in aree marginali, risultano già connessi con un intervento effettuato negli anni precedenti): sono quei toscani che, vivendo in aree cosiddette «a fallimento di mercato» (aree a bassa redditività, a bassa densità di popolazione e quindi poco appetibili per gli operatori privati), sono a tutt’oggi in «digital divide» rispetto ai corregionali più fortunati. In queste aree marginali, oltretutto, le spese per portare Internet veloce sono molto più alta che nelle zone più «facili».

La convenzione, fra Giunta regionale e ministero dello Sviluppo economico, è stata subito firmata: ha una copertura di 20 milioni di euro (10 li mette Regione Toscana e 10 il Ministero) e consentirà immediati lavori di scavo con messa in posa di una fibra ottica all’inizio «spenta» ma che subito dopo, sarà «accesa», dagli operatori, per portare nelle case di molti toscani, oggi sconnessi, il servizio Adsl.