Toscana

Toscana, lavori di pubblica utilità. Rossi: «Verso un reddito minimo di cittadinanza»

“Quella che abbiamo approvato oggi in Giunta è una misura sperimentale, il primo passo di un percorso che potrà portare ad una sorta di reddito minimo di cittadinanza. Pensiamo però non ad un regalo, quanto piuttosto a dare un aiuto concreto a persone che si trovano in grande difficoltà verso le quali vogliamo lanciare un segnale di attenzione e sostegno”.

Il presidente della Regione, Enrico Rossi, commenta così la delibera con cui si delineano gli obiettivi specifici e le modalità di attuazione di impieghi, temporanei ed in lavori straordinari, destinati a coloro che sono disoccupati o che hanno esaurito il periodo di copertura degli ammortizzatori sociali e sono sprovvisti di pensione.

I Comuni toscani interessati saranno capofila di progetti che potranno poi realizzare in partenariato con cooperative, associazioni o anche privati. L’importo minimo di ogni progetto dovrà essere di 50.000 euro e non potrà superare i 300.000.

I settori in cui possono essere impiegate queste particolari categorie di cittadini sono quello ambientale (si va dalla  tutela degli assetti idrogeologici, alla  bonifica delle aree industriali dismesse), culturale (si va dall’allestimento alla custodia di mostre al riordino di archivi), sociale (con attività ausiliarie) e di valorizzazione del patrimonio pubblico urbano extraurbano e rurale, anche attraverso manutenzioni straordinarie.  

“L’idea è quella – precisa ancora il presidente Rossi che ha portato in approvazione la delibera in quanto titolare della delega al lavoro – di offrire un aiuto a persone che si trovano in grande difficoltà economica e di chiedere loro in cambio di svolgere lavori di pubblica utilità. Abbiamo anche previsto di concedere un punteggio aggiuntivo ai progetti che riguardano le aree di crisi. Si tratta di un altro modo per aiutare le zone di Piombino, Livorno e Massa Carrara”.

La Regione ha destinato ai progetti 1 milione di euro. Il cofinanziamento regionale per ciascun lavoratore coinvolto nel progetto sarà pari al 80% del costo del lavoro riferito ad una retribuzione lorda non superiore a 8.000 euro annui. Ad esempio un contratto a tempo determinato di 20 ore settimanali, della durata di 12 mesi, corrispondente ad un costo aziendale (comprensivo di contribuzione previdenziale, tredicesima Tfr e Irap) di circa 13.000 euro. In questo caso il finanziamento regionale sarà di circa 10.000 euro.