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Turismo: senza cipressi non è Toscana

Dallo studio intitolato «Il ruolo economico ed ecologico del cipresso in Toscana» emerge come il 53% dei turisti degli agriturismi di Siena, Firenze, Grosseto, Lucca e Pisa se non ci sono i cipressi non è Toscana

Percorsi: Ambiente - Toscana
Parole chiave: turismo (71)

«Il cipresso va tutelato e valorizzato ma senza abusarne. Come simbolo della Toscana nel mondo merita tutta la nostra attenzione». Così Monica Coletta, presidente della Federazione dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Toscana, intervenuta all’incontro “Il cipresso, risorsa e simbolo del territorio senese” organizzato da Regione Toscana, Provincia di Siena e Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Siena all’Accademia dei Fisiocritici.

«Il cipresso non è una specie autoctona – spiega il presidente Coletta - ma si è ormai naturalizzato e storicizzato in Toscana grazie alla sua enorme capacità di insediarsi in contesti paesaggistici difficili, al suo singolare portamento e al suo valore simbolico. Nel tempo si è trasformato in biglietto da visita della Toscana  e delle colline argillose di cui il senese è particolarmente ricco.  Oggi  ci troviamo a dover fronteggiare i danni provocati dal cancro, malattia che dagli anni Cinquanta, che colpisce i cipressi provocando danni ingenti a livello economico e paesaggistico, minando esemplari di grande pregio. L’attenzione dei professionisti del paesaggio rurale e dell’ambiente – prosegue il presidente Coletta – è rivolto alla ricerca di specie resistenti alle malattie, studi che acquisiscono importanza particolare perché il cipresso è un elemento di paesaggio imprescindibile del nostro territorio  e va tutelato».

Nel corso dell’incontro è stata presentata anche un’indagine condotta da Leonardo Casini, docente del  Dipartimento di Economia, Ingegneria, Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali che dimostra come i cipressi rappresentino un valore aggiunto per la Toscana. Dallo studio intitolato «Il ruolo economico ed ecologico del cipresso in Toscana» emerge come il 53% dei turisti degli agriturismi di Siena, Firenze, Grosseto, Lucca e Pisa se non ci sono i cipressi non è Toscana. Senza questa pianta, l’8% degli intervistati non tornerebbe in Toscana, il 55% tornerebbe ma con minor frequenza.

Per il 90% degli agri-turisti i contorni delle colline e i cipressi «sono molto tipici del paesaggio», mentre per il 41% «sono fondamentali» e solo per l’1% «per niente importanti». Che il cipresso sia ormai un simbolo della Toscana nel mondo lo dimostra anche un esperimento condotto all’interno della stessa indagine consistito nel mostrare agli intervistati un’immagine con il paesaggio toscano senza cipressi. Il 53% ha risposto che non si tratta di un paesaggio tipico della Toscana. L'82% ha notato, invece, che manca qualcosa.

Mentre per quanto riguarda il cancro, una delle malattie più frequenti che colpisce i cipressi, il 96% degli intervistati si dice favorevole all’intervento degli enti competenti per fronteggiarlo. Il 76%, invece, sarebbe addirittura disponibile a pagare per contribuire a mantenere il cipresso nel paesaggio toscano. Gli intervistati erano il 30% italiani e il 70% stranieri, per lo più americani, inglesi e tedeschi.

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