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Viareggio, si è dimesso il sindaco Betti. 20 giorni per evitare commissariamento

Leonardo Betti si è dimesso da Sindaco di Viareggio ieri sera, giovedì 2 ottobre, al termine del consiglio comunale convocato per approvare la delibera per l’avvio della procedura di dissesto (per la cronaca: 15 i voti favorevoli, fra cui 2 di Sel attualmente non in maggioranza, gli altri 9 consiglieri di minoranza sono usciti dall’aula).

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Con questo gesto ora Betti si gioca il tutto per tutto: avrà venti giorni a partire da oggi, venerdì 3 ottobre, per trovare una nuova maggioranza in Consiglio comunale ed evitare così l’ennesimo commissariamento del Comune (sarebbe il secondo in meno di tre anni; Betti, renziano, è sindaco da poco più di un anno, vinse al ballottaggio nel 2013 con oltre il 70% dei consensi, ma andarono alle urne meno del 40% degli aventi diritto).

Il crack delle casse comunali c’è tutto, con un disavanzo che va oltre i 53 milioni di Euro: la Corte dei Conti ha avviato l’iter necessario alcuni giorni fa, ma tutto doveva passare anche dal Consiglio comunale. Betti nei giorni scorsi aveva chiesto le dimissioni ai suoi assessori e ai dirigenti delle partecipate (arrivate in massa nel giro di poche ore). La minoranza in Consiglio comunale (centrodestra, M5s, e liste civiche), nel frattempo raccoglieva le firme tra i consiglieri per chiudere definitivamente l’esperienza Betti, con le dimissioni della metà dei consiglieri infatti si decreta il definitivo «tutti a casa». Ma l’intento non è andato a buon fine, tanto che la seduta per l’avvio del dissesto si è svolta regolarmente. Curiosità, oltre alla minoranza anche due consiglieri del Pd, partito cui è iscritto il Sindaco dimissionario, hanno firmato per il «tutti a casa» (c’è chi incolpa di questa pugnalata alle spalle la senatrice viareggina del Pd Manuela Granaiola, non renziana).

Una situazione veramente di difficile gestione quella del Comune di Viareggio. Dove il Sindaco Betti non è al momento riuscito ad incidere molto, anzi, in questo anno qualche battuta d’arresto anche in termini di immagine oltreché nella gestione dell’ordinario ha fatto infuriare non poco i suoi concittadini. Ma alla fine, per onor del vero, lui, come gli riconoscono anche i più acerrimi oppositori, non è il responsabile del crack finanziario dell’ente. Crack dovuto ad oltre un decennio di amministrazioni, sia di centrosinistra sia di centrodestra, «dove un po’ tutti si son fatti grassi» dice la vulgata viareggina.

Però ora, tocca a lui. Ha venti giorni di tempo per trovare una maggioranza in Consiglio comunale e continuare la sua esperienza da Sindaco. Non sappiamo quale sia il suo stato d’animo, ma fino a pochi giorni fa non lesinava durissime critiche alle precedenti amministrazioni comunali, arrivando a sostenere che ora per Viareggio serve «trasparenza e legalità». Concetto espresso anche nel discorso di dimissioni pronunciato ieri sera.

La palla ora è in mano ai partiti presenti in Consiglio comunale: o la raccolgono o l’autunno viareggino 2014 sarà la stagione non solo di un commissariamento delle finanze già nei fatti con il dissesto avviato, ma anche di un nuovo commissario prefettizio.

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