Toscana
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Per iniziativa di Anpas e Misericordie

Volontariato, incontro con i parlamentari: patto per Welfare toscano

La Toscana sia laboratorio nazionale per il welfare di domani. E il volontariato interlocutore primario di questo processo. E’ quanto emerso dall’incontro «Il futuro del volontariato per un nuovo welfare in tempi di crisi» organizzato da Pubbliche Assistenze e Misericordie toscane come momento d’incontro con i parlamentari neo eletti. L’obiettivo: costruire un nuovo patto di coesione sociale in un difficile momento come quello attuale.

Un momento dell'incontro tra Anpas, Misericordie e parlamentari toscani

Nella sede Anpas di via Pio Fedi a fare gli onori di casa il presidenti regionali delle Pubbliche Assistenze toscane e delle Misericordie, Attilio Farnesi e Alberto Corsinovi.

Erano presenti i deputati Caterina Bini, Susanna Cenni, Filippo Fossati, Edoardo Fanucci, Elisa Simoni, Dario Parrini (Pd), Massimo Parisi (Pdl) e la senatrice Rosa Maria Di Giorgi (Pd). Messaggi di saluto e impegno per incontri successivi sono arrivati da Alessia Petraglia (Sel) e Alessandra Bencini (M5S).

All’incontro erano anche presenti l’assessore regionale per il diritto alla salute, Luigi Marroni, il consigliere regionale, Simone Naldoni (Pd), il segretario metropolitano Pd, Patrizio Mecacci con il responsabile del welfare del partito, Antonio Pala.

Agli onorevoli toscani i due presidenti hanno consegnato un documento programmatico, che i neo eletti si sono impegnati a inserire nel dibattito parlamentare. L’assessore regionale, Luigi Marroni ha garantito anche che la regione rispetterà al più presto gli impegni economici relativi al trasporto sanitario.

«Con le difficoltà economiche crescenti, con i crescenti bisogni di una popolazione sempre più in avanti con gli anni – ha detto il presidente di Anpas Toscana, Attilio Farnesi – la politica di deve e si dovrà confrontare sempre di più. Con gli enti locali al collasso economico, con le difficili scelte di bilancio delle Regioni, serve un nuovo impulso nazionale a movimenti che da sempre anticipano, integrano e talora sostituiscono le istituzioni nel difficile compito di stare vicino a chi soffre. Noi non vogliamo sottrarci a questo confronto, ma metterci in gioco con la serietà che da sempre contraddistingue i nostri movimenti. La prima tappa di questo cammino è proprio il dibattito coi parlamentari toscani per chiedere loro di farsi ambasciatori alla Camera e al Senato dei nostri valori, del nostro grido d’allarme a fronte di difficoltà sempre maggiori,nella consapevolezza che è a rischio non solo il volontariato, ma anche il modello di coesione sociale che il volontariato porta nelle case, tra i cittadini».

“Il volontariato – ha detto il presidente regionale delle Misericordie, Alberto Corsinovi - rappresenta un presidio importante per la coesione sociale e la qualità della vita di tantissimi cittadini, soprattutto dei più deboli, dei malati, degli anziani, dei poveri e di chiunque si trovi in difficoltà: basti pensare al lavoro di protezione civile che i volontari svolgono di fronte alle purtroppo sempre più frequenti emergenze naturali. E questo la gente lo sa, tant’è vero che la crisi non ha scalfito il rapporto che abbiamo con il territorio. Chi troppo spesso lo dimentica o finge di ignorarlo è la politica nazionale. Per questo chiediamo aiuto ai parlamentari toscani che si facciano portatori in Parlamento delle nostre esigenze. Per conservare e rinsaldare quel vincolo.

Questo è il documento, dal titolo: «L’Italia che vogliamo. Pubbliche Assistenze e Misericordie protagoniste di una società più giusta e umana».

Il volontariato con i suoi caratteri storici ha impregnato l’evoluzione della Società e delle Comunità locali, assumendo emblematicamente i migliori elementi di una conformazione democratica, libera, volta all’innovazione, all’inclusione, all’eliminazione di barriere e differenze.

E’ l’espressione più fervida e vitale della volontà popolare di migliorare la convivenza e quindi è una costola di un sistema istituzionale pubblico in cui il governo sia strumento di progresso civile, sociale, culturale, più che economico.

Nel rapporto con la politica si avverte, nell’attuale passaggio critico grave e denso di rischi per l’assetto democratico, l’esigenza forte e non rinviabile di definire e dare maggiori certezze a quesiti che finora sono stati inevasi per una sostanziale lontananza delle sedi formali della politica:

1.   Riforma del libro 1° del Codice Civile, relativamente al riconoscimento della natura delle Associazioni e della legittimità da parte di loro di svolgere attività finalizzate alla loro funzione sociale;

2.   Riforma L. 266/91, particolarmente circa l’attivazione di servizi alla persona (L. 328/2000), nell’ovvio rispetto delle norme comunitarie e circa le condizioni per l’esercizio di funzioni direttive;

3.   Consolidamento dei benefici derivanti dalla legge per il Servizio Civile Volontario (L.64/2001), sia Nazionale che Regionale (L. R. 35/2006);

4.   Consolidamento per legge, nel bilancio dello Stato, dei benefici del 5X1000;

5.   Una revisione delle imposizioni fiscali, sia circa le aliquote I.V.A., sia per il costo dei carburanti (con eventuale innalzamento delle accise);

6.   Revisione normativa vigente in materia di codice della strada

Tali obiettivi sono oggi più che mai necessari per consentire al volontariato di svolgere il suo ruolo decisivo nella tenuta dei fragili sistemi di welfare territoriale. Alcuni capisaldi, come la L. 328/2000, prefigurano un assetto istituzionale e sociale di tale welfare, che non è stato mai attuato compiutamente. Alcune recenti aperture nel quadro normativo europeo sembrano recepire l’eccezionale importanza del volontariato nei servizi socio-sanitari.

Occorre quindi cogliere la crisi come opportunità di cambiamento positivo, per un concreto appello a tutte le forze sane della società che possano costruire una protezione reale nei confronti delle fasce più fragili.

In particolare il modello toscano di welfare, sviluppato nel connubio fra volontariato e sistema pubblico, ha consentito concretamente di abbinare quaità, efficacia, economicità nell’ottica di una coesione sociale partecipata e democratica. La sua difesa deve essere strategica contro il degrado sociale e può essere perseguita con adeguate scelte da Parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Quindi le forze che possono determinare questo nuovo assetto devono pronunciarsi ed operare concretamente nella direzione da noi auspicata. Come sempre il volontariato saprà assumersi le responsabilità richieste dalla fase e giudicherà il comportamento degli altri soggetti con coerenza e rigore.

Fonte: Comunicato stampa
Volontariato, incontro con i parlamentari: patto per Welfare toscano
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