Vita Chiesa

Vita Chiesa stampa

Preoccupante statistica sui seminaristi nelle nostre diocesi: in crisi soprattutto le sedi episcopali con il maggior numero di abitanti, un po' meglio le più piccole, salvo qualche eccezione. Il parere di Diego Coletti, vescovo di Livorno e delegato Cet per le vocazioni
DI CHIARA DOMENICI

«Sono un presidente traghettatore - afferma in questa intervista Franco Pucci, 72 anni, nuovo presidente regionale dell'Unitalsi - il mio compito è quello di consentire un momento di riflessione a delle persone giovani che devono organizzarsi sia da un punto di vista lavorativo che familiare, per subentrare a me».
DI MARCO LAPI

La regione Toscana si presenta da tempo come una delle più rosse d'Italia orgogliosa del suo laicismo e del suo anticlericalismo. Questo aspetto va a braccetto con fasce di devozionalismi legati alle sue Madonne e ai suoi Santi, con aspetti di carità e di volontariato che hanno radici secolari. Un magma che si è cristallizzato nei capolavori d'arte di cui è piena Firenze e le città della Toscana.
La canonizzazione di Padre Pio ci offre la possibilità di un rapido e superficialissimo esame sulla simpatia dei toscani per il cappuccino di Pietrelcina, da lui ampiamente corrisposta. È quasi impossibile oggi, scavare nei ricordi di persone che sono decedute da tempo: sarà un breve itinerario in una galleria di ritratti toscani vivi e simpatici.
DI GIANCARLO SETTI

Anche la Toscana ha il suo piccolo santuario di Padre Pio, quasi una piccola San Giovanni Rotondo. È in Mugello, tra Borgo San Lorenzo e Scarperia, nella casa di riposo San Francesco presso il convento dei Cappuccini di San Carlo, dove visse Padre Massimo da Porretta, amico del futuro santo e anticipatore della «Casa Sollievo della Sofferenza».
DI MARCO LAPI

Più di un convegno, (appena) meno di un sinodo». La definiscono così a Pescia «Assemblea in cammino», apertasi ufficialmente domenica 17 febbraio con una solenne concelebrazione in cattedrale. Dell'idea si parlava da quasi un anno. Conclusa la Visita pastorale, protrattasi dal 1997 al 2000 e coincisa con la preparazione e la celebrazione del Giubileo, il vescovo Giovanni De Vivo aveva lanciato l'idea nella Lettera pastorale dello scorso anno.
DI MARCO LAPI

Don Athanase Seromba Sumba Bura è attualmente ad Arusha, dove si è costituito volontariamente al Tribunale Penale Internazionale dell'Onu per dimostrare la propria innocenza, la propria estraneità a crimini commessi durante la guerra civile in Rwanda.
Il Rwanda è anche la patria di don Simon, da diversi anni sacerdote nella diocesi di San Miniato.
Sui tragici avvenimenti e sulla decisione di don Seromba riportiamo alcuni pensieri di don Simon, provato, come confratello e come uomo, dalla dura sorte del suo popolo e dei suoi confratelli.