Vita Chiesa

Vita Chiesa stampa

Davanti ad 8mila persone, in Aula Paolo VI, Papa Francesco nell'udienza generale di oggi ha parlato del suo recente viaggio in Myanmar e Bangladesh, della solidarietà ai profughi Rohingya, delle Suore di Madre Teresa incontrate. Preoccupazione per la decisione di Trump di spostare l'ambasciata Usa a Gerusalemme.

«Qualcuno crede che essere umile è essere educato, cortese, chiudere gli occhi nella preghiera». «No, essere umile non è quello». Per «sapere se sono umile», «c’è un segno, un segnale, l’unico: accettare le umiliazioni. L’umiltà senza umiliazioni non è umiltà. Umile è quell’uomo, quella donna, che è capace di sopportare le umiliazioni come le ha sopportate Gesù, l’umiliato, il grande umiliato». Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata a Casa Santa Marta.

Un portale e una locandina per arrivare preparati all’incontro con Papa Francesco, a Roma, l’11 e 12 agosto 2018. A mettere a punto il programma di avvicinamento all’evento, che anticipa di poche settimane il Sinodo Giovani di ottobre, è il Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg), guidato da don Michele Falabretti.

«Non siamo immersi nel caso, né trascinati da una serie di eventi disordinati, ma, al contrario, la nostra vita e la nostra presenza nel mondo sono frutto di una vocazione divina». A ricordarlo è il Papa, nel messaggio per la 55ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, in programma il 22 aprile sul tema: «Ascoltare, discernere, vivere la chiamata del Signore». 

Sono stati più di 700 mila i pazienti psichiatrici assistiti nel 2015 dai servizi specialistici del nostro Paese, oltre la metà donne. Il 66,1% del totale ha più di 45 anni. Sono 160 le Rsa di matrice cattolica che si occupano di persone affette da disturbi mentali. Il punto, la riflessione e l’auspicio di don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute.

«La persona che fa attenzione è quella che, nel rumore del mondo, non si lascia travolgere dalla distrazione o dalla superficialità, ma vive in maniera piena e consapevole, con una preoccupazione rivolta anzitutto agli altri». È l’identikit tracciato dal Papa, durante l’Angelus di ieri, pronunciato davanti a 15mila persone.