Vita Chiesa

Vita Chiesa stampa

(dall’inviata a Minsk)  «La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro. L’Europa non è solo una terra, ma è un compito spirituale». Si apre cosi il messaggio finale che i vescovi europei rivolgono da Minsk all’Europa al termine della riunione plenaria nel corso della quale si sono confrontati dal 27 settembre al 1 ottobre sul tema dell’Europa.

«Bisogna frequentare le periferie, quelle urbane, quelle sociali e quelle esistenziali. Il punto di vista degli ultimi è la migliore scuola, ci fa capire quali sono i bisogni più veri e mette a nudo le soluzioni solo apparenti». Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico i membri dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci). 

Il Giubileo della Misericordia «è stato un momento di grazia che la Chiesa intera ha vissuto con grande fede e intensa spiritualità. Non possiamo permetterci, quindi, che tanto entusiasmo venga diluito o dimenticato». Lo ha detto, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione (Pcpne), in occasione della chiusura dei lavori, che si sono svolti in Vaticano dal 27 al 29 settembre.

Aiutare i giovani «a scoprire, alla luce della fede, la propria vocazione nella comunità cristiana e nella società». È quanto papa Francesco chiede ai presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa, in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che è stato letto questo pomeriggio a Minsk, in apertura dell’Assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa.

Non aver paura di «dire la verità sulla nostra vita», prendendo coscienza dei nostri peccati, confessarli al Signore «perché perdoni». È l’esortazione di Papa Francesco, stamattina, alla Messa nella cappella di Casa Santa Marta, riflettendo sull’odierno Vangelo di Luca, dedicato alla reazione di Erode alla predicazione di Cristo.

Il Consiglio permanente della Cei ha «apprezzato la volontà di camminare sempre più insieme, come Chiesa sinodale, che coinvolge e valorizza il contributo di ciascuno: in questa direzione, si è evidenziata la necessità di riprendere lo spirito del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, il discorso programmatico del Santo Padre, gli obiettivi concreti additati». È quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio permanente della Cei, a conclusione dei lavori che si sono svolti a Roma dal 25 al 28 settembre.

«Non vedo perché si è ritenuto di accelerare sui diritti delle persone di uno stesso sesso che vogliono vivere insieme, ma non si ritiene di dare diritti e doveri a italiani mantenuti senza cittadinanza». Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha risposto così alle domande dei giornalisti sullo «ius soli», durante la conferenza stampa di chiusura del Consiglio permanente della Cei.

«I cristiani non devono mai diventare una minoranza protetta in Iraq e in Medio Oriente» Lo ha detto al Sir il cardinale segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, a margine della conferenza internazionale sull’Iraq promossa da Aiuto alla Chiesa che soffre, in corso oggi a Roma, presso l’Università Lateranense.