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20° Evangelium Vitae: «manifesto per la vita», appello per un nuovo slancio missionario

Un «accorato appello per un nuovo slancio missionario» a favore della vita rivolto a pastori della Chiesa, alle comunità cristiane, ai professionisti della sanità, ai responsabili delle istituzioni sanitarie e al mondo della politica. È quello contenuto nel «Manifesto per la Vita» letto ieri a conclusione del convegno per i 20 anni dalla pubblicazione dell’Evangelium Vitae svoltosi a Roma per iniziativa dell’Ufficio per la pastorale della salute della Cei, con le associazioni cattoliche del settore sanitario. 

Percorsi: Sanità - Vita
Piazza San Pietro (Foto Sir)

«Facciamo nostro - si legge nel testo - nella concretezza della storia e della quotidianità, l’invito rivolto da Papa Giovanni Paolo II a essere il Popolo della Vita» che «annuncia il Dio della speranza e della gioia, e la sacralità, l’inviolabilità e l’indisponibilità della vita». «Il Popolo della Vita celebra la bellezza, la grandezza e la dignità della vita umana, riflesso della stessa immagine di Dio e icona di Cristo Suo Figlio, e il dono di sé di quanti, quotidianamente, nel silenzio e nell’umiltà, servono la vita in famiglia, sul lavoro e in ogni altro ambito». Infine «il Popolo della Vita serve tutta la vita e la vita di tutti, obbedienti al comandamento dell’Amore reciproco» e si impegna per «una coraggiosa ed efficace opera educativa per un nuovo umanesimo in Gesù Cristo».

Promuovere «una cultura della vita che consideri l’uomo nella sua totalità e integrità, dal concepimento fino al suo compimento», non stancarsi «di operare concretamente a favore delle persone più fragili e nelle situazioni più difficili» e impegnarsi affinché «la vita umana e la sua dignità sia tutelata in ogni sua stagione, soprattutto quando essa si manifesta fragile, debole e indifesa, in un contesto sociale dove appaiono sovente fenomeni della cultura della morte». Sono alcuni degli appelli contenuti nel «Manifesto per la Vita». A chi opera nel campo sanitario viene chiesto di essere «a servizio della vita nell’esercizio della loro missione ‘astenendosi da recar qualsiasi danno o offesa’ ad alcuno (Giuramento di Ippocrate), soprattutto se malato, povero e fragile», «di non essere condizionati» da interessi economici o di potere, e di essere «liberi di esercitare il diritto di obiezione di coscienza». Viene auspicata anche «una maggior attenzione alle politiche familiari, garanzia di futuro e di sviluppo del nostro Paese» e a tutti, infine, è chiesto di promuovere «ad ogni livello e in ogni circostanza, nel rispetto della verità, una nuova cultura della vita, dell’incontro e della pace, radicati in una solida spiritualità evangelica, fondamento di identità e impegno».            

20° Evangelium Vitae: «manifesto per la vita», appello per un nuovo slancio missionario
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