Vita Chiesa
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31 DICEMBRE

A Molfetta una grande Marcia della pace per dire «no» all’indifferenza

Torna a Molfetta, dopo 23 anni, la Marcia della pace del 31 dicembre, l'evento proposto dalla Chiesa italiana e da diverse associazioni per celebrare il Capodanno in modo alternativo. Si svolgerà nella diocesi di don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta in attesa di beatificazione. Una marcia anche «social», per coinvolgere i giovani.

A Molfetta una grande Marcia della pace per dire «no» all’indifferenza

Anche quest’anno la Chiesa italiana propone una modalità alternativa per vivere l’ultimo giorno dell’anno: la 48ma Marcia della Pace del 31 dicembre, che torna a Molfetta dopo 23 anni nel segno di don Tonino Bello. Un evento che assume diversi e importanti significati: quest’anno ha fatto un passo in avanti il processo per la beatificazione del vescovo di Molfetta, a 23 anni dalla memorabile marcia, nel 1992, che guidò nella sua diocesi appena tornato da Sarajevo, poco prima di morire. Titolo della marcia, come consueto, è quello del messaggio del Papa per la 49ª Giornata mondiale della pace, che si celebrerà il prossimo 1° gennaio: «Vinci l’indifferenza e conquista la pace». L’evento è organizzato dall’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, Caritas Italiana, Pax Christi, Azione Cattolica Italiana.

Monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente di Pax Christi, ribadisce l’importanza di «tornare in questa città per parlare di pace». C’è grande fermento in vista della marcia -ha detto mons. Ricchiuti durante la conferenza stampa di presentazione – grande mobilitazione da varie parti d’Italia, per tornare sui passi che 23 anni fa furono compiuti da don Tonino, appena tornato da Sarajevo, dove aveva marciato con 500 volontari dell’associazione Beati i costruttori di pace, nonostante le penose condizioni fisiche che lo avrebbero portato alla morte quattro mesi dopo».

«Dico no all’indifferenza: io marcio perché». Solidarietà, misericordia e compassione sono le tre parole chiave che compaiono nel messaggio del Papa, insieme a un triplice appello: astenersi dal trascinare altri popoli in conflitti; cancellare il debito internazionale degli Stati più poveri; adottare politiche di cooperazione. «L’indifferenza nei confronti delle piaghe del nostro tempo – si legge nella nota della Sala Stampa che presenta il tema del messaggio per la Giornata della pace – è una delle cause principali della mancanza di pace nel mondo. L’indifferenza oggi è spesso legata a diverse forme d’individualismo che producono isolamento, ignoranza, egoismo e, dunque, disimpegno. L’aumento delle informazioni non significa di per sé aumento di attenzione ai problemi, se non è accompagnato da un’apertura delle coscienze in senso solidale; e a tal fine è indispensabile il contributo che possono dare, oltre alle famiglie, gli insegnanti, tutti i formatori, gli operatori culturali e dei media, gli intellettuali e gli artisti. L’indifferenza si può vincere solo affrontando insieme questa sfida». Per questo uno degli slogan scelti dagli organizzatori, riassunto in alcuni spot promozionali, è «Dico no all’indifferenza: io marcio perché». La prima Marcia della pace fu organizzata nel 1968 a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, il paesino dove nacque Giovanni XXIII. L’ultima a Vicenza, sul tema «Non più schiavi ma fratelli».

Il programma. L’accoglienza dei partecipanti è prevista tra le 15 e le 17, quindi alle 17.45 ci si metterà in marcia verso la cattedrale di Molfetta, con l’animazione a cura degli operatori Caritas e degli scout. In piazza Paradiso sarà posto a dimora un ulivo, in un terreno di un bene confiscato alla mafia. In cattedrale parlerà don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, insieme ad altre testimonianze a cura dell’Ac e dell’Agesci. Quindi alle 19.15 la Marcia riprenderà verso la stazione, passando davanti al luogo dove venne ucciso Giovanni Carnicella, già sindaco di Molfetta. Qui interverranno monsignor Filippo Santoro, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace; Ibrahim Elsheikh, della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie; don Gianni de Robertis; una coppia di coniugi della parrocchia S. Marcello di Bari; Luisa Gissi, del Forum Molfetta accogliente. Alle 20.15 la Marcia continuerà verso il Palafiorentini. Altre testimonianze di don Mimmo Francavilla, delegato regionale Caritas Puglia, di Fulvia Gravame, di Peacelink, e del vescovo emerito di Ivrea, monsignor Luigi Bettazzi, già presidente di Pax Christi. L’ultimo tratto condurrà alla parrocchia Madonna della pace, dove alle 22.30 sarà celebrata la Messa (trasmessa in diretta da TV2000), presieduta da monsignor Giovanni Ricchiuti.

La Marcia sarà anche «social». La diocesi di Molfetta, oltre ad aver realizzato spot promozionali, invita i partecipanti ad indossare una sciarpa arcobaleno o altro simbolo di pace, scattarsi un selfie e postarlo con l’hashtag #‎48marciaperlapace sui social network, oppure inviare la foto al 348.8804703 o alla mail: infomarciamolfetta@gmail.com motivando la propria partecipazione alla Marcia con una frase brevissima. Saranno pubblicati sulla pagina Facebook dell’evento. 

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