Vita Chiesa
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Ac, festa adesione: Truffelli, «annunciare insieme il Vangelo»

L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, è per tradizione la Giornata dell'adesione all'Azione cattolica. Il presidente nazionale, Matteo Truffelli, ne spiega il senso.

«Dai bambini ai ragazzi, dai giovani agli adulti l'adesione è manifestazione di una scelta libera e consapevole che ogni socio è chiamato a compiere e che esprime l'impegno ad assumersi la responsabilità di essere nella Chiesa e nel mondo testimone autentico di Cristo e annunciatore instancabile del Vangelo».

L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, è per tradizione la Giornata dell'adesione all'Azione cattolica. L'associazione laicale ha promosso nelle oltre 200 diocesi in cui è presente e in tutti i gruppi parrocchiali momenti di preghiera (Messa comunitaria) e di festa che coinvolgono i soci di ogni età. Inoltre, come ogni anno, una rappresentanza associativa sarà in piazza San Pietro a Roma per partecipare all'Angelus, durante il quale il Papa rivolgerà un pensiero all'Ac. Nella sede nazionale a Roma in mattinata viene celebrata l'Eucarestia, alla presenza di alcune centinaia di iscritti; segue un incontro con la presidenza nazionale e poi la partenza per San Pietro.

Matteo Truffelli, presidente nazionale, spiega il senso dello slogan odierno, «Ci siamo»: «Rappresenta la scelta di esserci, di stare dentro l'Azione cattolica per stare dentro alla Chiesa e al mondo. Non un gesto formale, quello dell'adesione, ma un gesto che esprime una decisione tutta di sostanza, di appartenenza: alla Chiesa, alla comunità, all'associazione che vive in essa e per essa».

«Se ci guardiamo intorno, la scelta di condividere una responsabilità in quanto associati non è scontata», prosegue Truffelli spiegando il senso della Giornata dell'adesione all'Ac. «Anzi, la cultura del nostro tempo sembra andare nella direzione opposta, sembra nutrirsi di individualismo. Aderire significa, invece, optare per la direzione contraria. È dire il proprio ‘sì, ci sono!', ‘sì, ci siamo!', accogliendo la proposta di un cammino che suona come un invito a condividere con altri il proprio impegno personale a servizio della comunità e del territorio in cui ci si trova e, al tempo stesso, a guardare oltre il campanile della propria parrocchia e le mura della propria città».

Per Truffelli, «scegliere l'Ac vuol dire anche avere una scusa in meno per andare in cerca di una Chiesa ‘su misura', da abitare con chi vogliamo, come vogliamo, costruendone una così bella che può correre il rischio di non essere vera, aperta, accogliente. Papa Francesco non si stanca di ricordarci che solo aprendosi la Chiesa potrà mantenersi viva, che solo avventurandosi in mare aperto, andrà incontro agli uomini e alle donne per annunciare la gioia del Vangelo». Ecco «perché i laici di Azione cattolica, associati perché convinti e contenti di essere in gruppo e non soli, possono essere sale della terra, a partire dalla consapevolezza che, soprattutto nel nostro tempo, il calore di relazioni autentiche rappresenta il primo passo della testimonianza evangelica».

Fonte: Sir
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