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Anglicani: dal Sinodo di York il sì alle donne vescovo

«Comincia una grande avventura fatta di rinascita e, insieme, di disaccordo. La nostra sfida sarà fare i conti con le divisioni e continuare ad amare chi si oppone a questa decisione. Poche istituzioni ci riescono». Con queste parole l'arcivescovo di Canterbury Justin Welby, leader della «Chiesa di Inghilterra», ha salutato il sì del sinodo di York alle donne vescovo.

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Parole chiave: donne vescovo (17)

Si concludono, così, vent'anni di dibattiti da quando le prime donne pastore vennero ordinate, nel 1994, e le mitre rosa sembravano un risultato scontato. Le tre camere del Sinodo - laici, pastori e vescovi - hanno approvato, con una maggioranza di due terzi, la legislazione che consentirà alla prima donna in mitra di essere annunciata anche prima del Natale dell'anno prossimo. Le parrocchie anglocattoliche, che vogliono ritornare a Roma, e quelle evangeliche, che non vogliono le donne alla guida, hanno deciso di accontentarsi delle garanzie concesse. Potranno chiedere di essere seguite da un vescovo uomo, anche se questa concessione non sarà contenuta nella legislazione, ma in una dichiarazione della casa dei vescovi. Previsto è anche un ombudsman in caso di dispute. Due anni fa, dopo il voto contrario del Sinodo alle donne, il parlamento ha minacciato di intervenire per far passare a tutti i costi la legislazione. Nella comunione anglicana, che comprende 80 milioni di fedeli in tutto il mondo, sono più di una ventina le donne vescovo già attive nel loro ministero.

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