Vita Chiesa
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BENEDETTO XVI ALL'ANGELUS: «INACCETTABILI GLI ORRORI DELLE INUTILI STRAGI»

“In questi giorni di riposo che, grazie a Dio, sto trascorrendo qui in Cadore, sento ancor più intensamente l'impatto doloroso delle notizie che mi pervengono circa gli scontri sanguinosi e gli episodi di violenza che si verificano in tante parti del mondo. Questo mi induce a riflettere ancora una volta sul dramma della libertà umana nel mondo”. Lo ha detto, ieri mattina, Benedetto XVI, prima di introdurre l'Angelus, da piazza Calvi di Lorenzago di Cadore, dove il Papa si trova, dal 9 luglio, per un periodo di riposo. “La bellezza della natura – ha proseguito - ci ricorda che siamo stati posti da Dio a ‘coltivare e custodire' questo ‘giardino' che è la Terra. Se gli uomini vivessero in pace con Dio e tra di loro, la Terra assomiglierebbe veramente a un ‘paradiso'”, ma il peccato “ha rovinato questo progetto divino, generando divisioni e facendo entrare nel mondo la morte”. Avviene così che gli uomini “si fanno guerra gli uni gli altri. La conseguenza è che, in questo stupendo ‘giardino' che è il mondo, si aprono spazi di ‘inferno'”. “La guerra, con il suo strascico di lutti e di distruzioni, è – osserva - da sempre giustamente considerata una calamità che contrasta con il progetto di Dio, il quale ha creato tutto per l'esistenza e, in particolare, vuole fare del genere umano una famiglia”.

Il Papa ha quindi ricordato “una data significativa: il 1° agosto 1917” quando Benedetto XV “indirizzò la sua celebre Nota alle potenze belligeranti, domandando che ponessero fine alla prima guerra mondiale”. “Mentre imperversava quell'immane conflitto – ha detto Benedetto XVI - il Papa ebbe il coraggio di affermare che si trattava di un'‘inutile strage'. Questa sua espressione si è incisa nella storia. Essa si giustificava nella situazione concreta di quell'estate 1917, specialmente su questo fronte veneto. Ma quelle parole, ‘inutile strage', contengono anche un valore più ampio, profetico, e si possono applicare a tanti altri conflitti che hanno stroncato innumerevoli vite umane”. “Proprio queste terre in cui ci troviamo, che di per se stesse parlano di pace e di armonia, sono state – ha proseguito il Santo Padre - teatro della prima guerra mondiale, come ancora rievocano tante testimonianze ed alcuni commoventi canti degli Alpini. Sono vicende da non dimenticare! Bisogna fare tesoro delle esperienze negative che purtroppo i nostri padri hanno sofferto, per non ripeterle”. La Nota di Benedetto XV, ha evidenziato il Papa, “non si limitava a condannare la guerra; essa indicava, su un piano giuridico, le vie per costruire una pace equa e duratura: la forza morale del diritto, il disarmo bilanciato e controllato, l'arbitrato nelle controversie, la libertà dei mari, il reciproco condono delle spese belliche, la restituzione dei territori occupati ed eque trattative per dirimere le questioni”. La proposta della Santa Sede, ha chiarito, “era orientata al futuro dell'Europa e del mondo, secondo un progetto cristiano nell'ispirazione, ma condivisibile da tutti perché fondato sul diritto delle genti. E' la stessa impostazione che i Servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno seguito nei loro memorabili discorsi all'Assemblea delle Nazioni Unite, ripetendo, a nome della Chiesa: ‘Mai più la guerra!'”. “Da questo luogo di pace, in cui anche più vivamente si avvertono come inaccettabili gli orrori delle ‘inutili stragi' – ha aggiunto - rinnovo l'appello a perseguire con tenacia la via del diritto, a rifiutare con determinazione la corsa agli armamenti, a respingere più in generale la tentazione di affrontare nuove situazioni con vecchi sistemi”.

Un saluto “cordiale” agli abitanti di Lorenzago, che l'hanno accolto “con tanto affetto” e un ringraziamento alle autorità: così Benedetto XVI ha concluso, ieri mattina, l'Angelus da piazza Calvi a Lorenzago di Cadore. Il Papa ha poi rivolto un saluto ad alcuni alti prelati presenti: al patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, al vescovo di Hong Kong, card. Joseph Zen Ze-kiun, al presidente della Conferenza episcopale italiana, mons. Angelo Bagnasco, al vescovo di Belluno-Feltre, mons. Giuseppe Andrich, al vescovo di Treviso, mons. Andrea Bruno Mazzolato. Un saluto anche ai rappresentanti delle associazioni laicali della diocesi di Belluno-Feltre e a Edoardo Luciani, fratello del Servo di Dio Giovanni Paolo I. Accogliendo “con gioia i villeggianti e i pellegrini, in particolare i Padri della Congregazione delle Scuole di carità–Istituto Cavanis”, che stanno celebrando il Capitolo generale, il Papa ha detto: “Vi incoraggio a proseguire con slancio nella vostra missione educativa, per trasmettere alle nuove generazioni solide ragioni di vita e di speranza”.

Sir

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