Vita Chiesa

BENEDETTO XVI ALLE ACCADEMIE PONTIFICIE: DIALOGARE CON LE CULTURE CONTEMPORANEE

“Offrire un contributo qualificato, competente e appassionato, affinché tutta la Chiesa, e in particolare la Santa Sede, possa disporre di occasioni, di linguaggi e di mezzi adeguati per dialogare con le culture contemporanee e rispondere efficacemente alle domande e alle sfide che l’interpellano nei vari ambiti del sapere e dell’esperienza umana”: è il compito che Papa Benedetto XVI ha chiesto oggi ai responsabili di sette accademie pontificie ricevute in udienza, dopo che nella giornata di ieri è stata celebrata la loro 14ª Seduta Pubblica, dedicata al tema “La formazione teologica del presbitero”, in occasione dell’ “Anno Sacerdotale”. Dopo aver sottolineato la data odierna, in cui si fa memoria di San Tommaso d’Aquino, “grande Dottore della Chiesa”, il Papa ha ricordato le ricorrenze di alcune delle Accademie: per la Pontificia Accademia Romana di Archeologia quest’anno ricorrono i 200 anni dalla fondazione. “La Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino e la Pontificia Accademia Cultorum Martyrum hanno ricordato il loro 130° anno di vita – ha aggiunto Benedetto XVI – mentre “la Pontificia Accademia Mariana Internazionale ha celebrato il 50° della propria trasformazione in Accademia Pontificia”.Il Papa ha voluto ricordare ai responsabili delle Accademie Pontificie che “la cultura contemporanea, e ancor più gli stessi credenti (oggi) sollecitano continuamente la riflessione e l’azione della Chiesa nei vari ambiti in cui emergono nuove problematiche e che costituiscono anche settori in cui operare”. “Appare, pertanto, urgente e necessario ricreare le condizioni essenziali di una reale capacità di approfondimento nello studio e nella ricerca, – ha proseguito – perché ragionevolmente si dialoghi ed efficacemente ci si confronti”. Benedetto XVI ha sottolineato che “l’odierna cultura risente fortemente sia di una visione dominata dal relativismo e dal soggettivismo, sia di metodi e atteggiamenti talora superficiali e perfino banali, che danneggiano la serietà della ricerca e della riflessione e, di conseguenza, anche del dialogo, del confronto e della comunicazione interpersonale”. Ciò anche per la “carenza di punti di riferimento ideali e morali, che penalizza particolarmente la convivenza civile e soprattutto la formazione delle giovani generazioni”.Parlando di San Tommaso d’Aquino, di cui oggi si celebra la memoria liturgica, Benedetto XVI ha affermato che egli rappresenta “un modello sempre attuale a cui ispirare l’azione e il dialogo delle Accademie Pontificie con le diverse culture”. “Egli, infatti, – ha proseguito – riuscì ad instaurare un confronto fruttuoso sia con il pensiero arabo, sia con quello ebraico del suo tempo, e, facendo tesoro della tradizione filosofica greca, produsse una straordinaria sintesi teologica, armonizzando pienamente la ragione e la fede”. Papa Benedetto XVI ha poi detto in chiusura del suo discorso: “Il pensiero e la testimonianza di San Tommaso d’Aquino ci suggeriscono di studiare con grande attenzione i problemi emergenti per offrire risposte adeguate e creative. Fiduciosi nella possibilità della ‘ragione umana’, nella piena fedeltà all’immutabile depositum fidei, occorre – come fece il ‘Doctor Communis’ – attingere sempre alle ricchezze della Tradizione, nella costante ricerca della ‘verità delle cose’. Per questo, è necessario che le Pontificie Accademie siano oggi più che mai Istituzioni vitali e vivaci … per offrire un adeguato e valido contributo e così promuovere, con tutte le energie ed i mezzi a disposizione, un autentico umanesimo cristiano”.Sir