Vita Chiesa
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BENEDETTO XVI, UDIENZA: S.AGOSTINO MODELLO UNICO PER LA CULTURA OCCIDENTALE

Una figura che “ha lasciato un'impronta fortissima nella cultura Occidentale e nel mondo”, un “modello unico” nella letteratura occidentale ed “anche nella letteratura moderna”. Così il Papa ha definito oggi S'Agostino d'Ippona, figura che sarà al centro – ha annunciato lo stesso Santo Padre alla fine della catechesi dell'udienza generale di oggi – anche dei “prossimi incontri”. “Il mistero di Dio che si nasconde nell'uomo”: questo,ha detto Benedetto XVI a braccio, uno dei tratti spirituali caratteristici del pensiero agostiniano, considerato dal Santo Padre “una cosa straordinaria e senza precedenti, che rimane per così dire un monte spirituale”. “Uomo di passione e di fede, di intelligenza altissima e di premura pastorale instancabile – ha esordito il Pontefice – questo grande santo e dottore della Chiesa è spesso conosciuto, almeno di fama, anche da chi ignora il cristianesimo o non ha consuetudine con esso”. Per la sua “singolare rilevanza”, ha proseguito il Papa, “sant'Agostino ha avuto un influsso vastissimo”, tanto che “si potrebbe affermare, da una parte, che tutte le strade della letteratura cristiana portano a Ippona e, dall'altra, che questa città dell'Africa romana, di cui Agostino fu vescovo dal 395 fino alla morte nel 430,si diramano molte strade del cristianesimo successivo e della stessa cultura occidentale”.
“Di rado una civiltà – il giudizio del Papa – ha trovato uno spirito così grande, che sapesse accoglierne i valori” ed inventare “idee e forme di cui si sarebbero nutriti i posteri, come sottolineò anche Paolo VI”. Nato a Tagaste il 13 novembre 354 da Patrizio, un pagano che poi divenne catecumeno, e da Monica, “fervente cristiana”. “Donna appassionata, venerata come santa”, quest'ultima “esercitò sul figlio una grandissima influenza e lo educò nella fede cristiana, che tuttavia il giovane presto abbandonò, come succede anche oggi a molti giovani”, ha aggiunto il Papa a braccio. “Di vivissima intelligenza”, Agostino “ricevette una buona educazione” e divenne “perfetto dominatore della lingua latina”, anche se “non arrivò tuttavia a maneggiare con altrettanto dominio il greco” A Cartagine, Agostino lesse perla prima volta l'Hortensius, uno scritto di Cicerone poi andato perduto che “si colloca all'inizio del suo cammino verso la conversione”, perché “svegliò in lui l'amore per la sapienza”, come scrisse da vescovo nelle Confessiones. “Anche se abbandonò la fede ecclesiale – ha puntualizzato sito il Papa a braccio – Agostino cercò sempre la verità. Era convinto che sena Gesù a verità non è trovata”, che cioè nell'Hortensius “mancava la parola di Gesù”. L'incontro con la Bibbia, tuttavia, “deluse il giovane Agostino, perché non vi trovava le altezze della filosofia”.

Il giovane Agostino e il manicheismo: questo l'altro capitolo della vita di Agostino affrontato durante l'udienza generale di oggi in Aula Paolo VI, davanti a circa 4.500 fedeli. “La suggestione di una concezione semplificata del mondo, radicalmente diviso tra bene e male”, attirava il giovane Agostino, “convinto di aver trovato una sintesi tra razionalità, ricerca della verità e amore per Cristo”. Senza contare che l'adesione al manicheismo “sembrava aprirgli facili prospettive di carriera” e “gli permetteva anche di continuare la relazione intrecciata in quegli anni con una donna”, da cui ebbe un figlio, Adeodato, “a lui carissimo e che morì prematuramente”. Con il tempo, tuttavia, Agostino “iniziò ad allontanarsi dalla fede dei manichei, che lo delusero proprio dal punto di vista intellettuale”, e da Cartagine si trasferì a Roma e poi a Milano, dove affascinato dalle prediche del vescovo Ambrogio “si rese conto che la lettura allegorica della Scrittura e la filosofia neoplatonica gli permettevano di risolvere le difficoltà intellettuali che,quando era più giovane, nel suo primo avvicinamento ai testi biblici gli erano sembrate insuperabili”. La conversione al cristianesimo, il 15 agosto 386, si collocò quindi “al culmine di un lungo e tormentato itinerario interiore”. A 32anni, Agostino fu battezzato da Ambrogio il 24 aprile 387, durante la veglia pasquale.

Dopo il battesimo, Agostino decise di tornare in Africa con l'idea di “praticare una vita comune, di tipo monastico, al servizio di Dio. Ma a Ostia, la madre improvvisamente si ammalò e poco più tardi morì, straziando il cuore del figlio”. Rientrato in patria, fu ordinato presbitero nel 391 a Ipponae fu consacrato vescovo, nel 395. Agostino fu battezzato “contro la sua volontà”, ha detto il Papa fuori testo, perchè “non si sentiva chiamato alla vita pastorale, ma poi ha capito che la sua vita era essere un pastore per gli altri,per fare la verità agli altri”. “Vescovo esemplare”, in breve esercitò “una vasta influenza nella guida della Chiesa”, di fronte a “tendenze religiose ed eresie tenaci e disgregatrici come il manicheismo, il donatismo e il pelagianesimo”. E a Dio si affidò Agostino “ogni giorno, fino all'estremo della sua vita”. “Colpito da febbre, mentre da quasi tre mesi la sua Ippona era assediata dai vandali invasori”, Agostino – ha detto il Papa citando la “Vita Augustini” di Possidio –chiese di trascrivere a grandi caratteri i salmi penitenziali e fece affiggere ifogli contro la parete, così che stando a letto durante la sua malattia li poteva vedere e leggere, e piangeva ininterrottamente a calde lacrime”. Così trascorsero gli ultimi giorni della vita di Agostino, che morì il 28 agosto 430,quando ancora non aveva compiuto 76 anni.
“Possa il gioco del calcio essere sempre più veicolo di educazione ai valori dell'onestà, della solidarietà e della fraternità, specialmente fra le giovani generazioni”. E' l'appello lanciato oggi dal Papa,che al termine dell'udienza generale – rivolgendosi ai fedeli italiani – ha salutato tra gli altri i dirigenti e gli atleti della serie D. Salutando come di consueto i giovani, i malati e gli sposi novelli, Benedetto XVI ha esortato: “In questi giorni che seguono la festa dell'Epifania, continuiamo a meditare sulla manifestazione di Gesù a tutti i popoli”.

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