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Bartolomeo I a Milano: solidarietà card. Scola per sventato attentato a Patriarca

«Vi siamo particolarmente vicini». Lo ha detto questa mattina il cardinale Angelo Scola, interrompendo la lettura del suo intervento questa mattina alla celebrazione ecumenica della Parola che si è svolta nella basilica di Sant'Ambrogio. Rivolgendo lo sguardo al Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, l'arcivescovo Scola ha infatti ricordato come per la seconda volta nei giorni scorsi è stato sventato dalla polizia turca un piano per uccidere il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I.

Parole chiave: Bartolomeo I (48), Angelo Scola (16)

Secondo gli investigatori, tre persone stavano progettando di assassinare il leader del Patriarcato ecumenico il 29 maggio, in occasione del 560mo anniversario della conquista ottomana di Costantinopoli. Il Patriarca ha partecipato ad una tre giorni di celebrazioni a Milano sui 1700 anni dell'Editto di Costantino e l'inizio della libertà religiosa in Occidente. Riparte questo pomeriggio per Istanbul dove domani su suo invito giungeranno delegazioni delle Chiese ortodosse e cattolica per un seminario di studio sulla libertà religiosa promosso in collaborazione con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee.

«Nonostante gli apparenti progressi circa il rispetto dei diritti umani, le persecuzioni contro i cristiani non sono cessate», ha detto questa mattina il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I nel suo intervento alla cerimonia ecumenica che ha presieduto nella basilica di Sant'Ambrogio insieme all'arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola. Prendendo la parola, il Patriarca - lui stesso vittima di un sventato attentato - è tornato a rilanciare un appello per i cristiani perseguitati: «Con grande afflizione - ha detto - vediamo anche oggi cristiani di tutte le confessioni perseguitati in molti luoghi, ritenuti nemici della società e dello Stato, non tollerati da un gran numero di paesi e legislazioni, costretti a bere il calice dell'amarezza e spesso del martirio: tutto per il solo fatto di essere cristiani. Ma gli eventi dell'umanità e il corso del mondo, le guerre e i disordini, l'ingiustizia e la mancanza di sicurezza personale non ci fanno paura». Ed ha aggiunto: «non cessiamo di pregare, di augurarci e di chiedere che tutti comprendano che la rappacificazione, la riconciliazione, la tolleranza, la mitezza, la clemenza» possano avere «riscontro positivo nella società, con le parole e con i fatti. Fino a quando questo non accadrà, la Chiesa di Cristo non cesserà di generare martiri, essendo Chiesa di eroi e atleti nella fede del Signore».

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