Vita Chiesa
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Card. Betori alle famiglie: necessaria alleanza educativa con la scuola

«Occorre un’alleanza educativa tra famiglia e scuola, che superi il confronto tra la stanca demotivazione degli insegnanti e il narcisismo iperprotettivo dei genitori, in favore di una collaborazione a far crescere i figli». Così scrive il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nella Lettera inviata alle famiglie per la Pasqua di quest’anno, che nei prossimi giorni sarà portata dai sacerdoti nelle case durante la tradizionale benedizione alle famiglie.

Card. Betori alle famiglie: necessaria alleanza educativa con la scuola

Una lettera che vuole essere «di incoraggiamento e di orientamento per la vita delle famiglie, alla luce del cammino della Chiesa e delle vicende della società». «Proprio sulle famiglie – scrive infatti Betori - si abbatte con particolare durezza la crisi economica e sociale che grava sul nostro Paese. Siamo in molti ad essere convinti che il problema non è solo economico e neppure soltanto sociale: al fondo c’è un disorientamento grave delle persone e delle istituzioni da un orizzonte condiviso capace di dare fondamento a una vita buona». Di fronte alla crisi, scrive Betori, «entra in gioco l’esperienza della fede».

L’arcivescovo rivolge quindi un invito «alla speranza, la virtù che Charles Péguy definiva “bambina”: la speranza è l’apertura al futuro, la premessa perché il futuro possa essere generato; non solo costruito o progettato, ma generato con l’aiuto di una grazia che viene dalla parola di Dio». La speranza, scrive ancora Betori, «è come i bambini, che non ne hanno mai abbastanza, che vogliono ancora andare avanti e gioire della vita. Per questo guardo a loro, ai vostri figli, con particolare affetto. Sono per noi l’incarnazione della speranza: non la realizzazione dei nostri progetti, non la soddisfazione delle nostre ansie, ma l’apertura del nostro desiderio a un futuro che non c’è ma che – speriamo – saremo capaci di generare per loro, insieme a loro. Accanto ai bambini guardo ai nonni: quando sono vicini, riescono a dare tenerezza e profondità all’esperienza dei loro nipoti. Possiamo generare il futuro solo a partire da una storia, una memoria che ci narra il passato, la tradizione in cui viviamo. Ecco il segreto della difficile arte del genitore: guardare al futuro senza voler esserne padroni, custodire il passato senza esserne schiavi».

La famiglia, scrive Betori, è il luogo in cui «la ragione e il cuore, la giustizia e la tenerezza insieme contribuiscono a creare un ambiente adatto per la generazione e la crescita. Si tratta di un riferimento essenziale in un tempo dominato dallo sradicamento, e dal relativismo».

Parlando di educazione, l’Arcivescovo di Firenze aggiunge che «La famiglia ha bisogno di alleati, prima fra tutti la scuola. Quanto detto per la famiglia può infatti essere anche applicato alla scuola, che oggi conosce una profonda crisi di valore. Se i fondi per la scuola – come per la famiglia – calano, se ci si preoccupa di questioni senza sostanza che riguardano pochi invece di preoccuparsi dei problemi di molti, di tutti, è perché per tutti noi famiglia e scuola sono date per scontate, oppure sono ritenute ormai superate. Ma non è così: non possiamo permetterci di guardare alla scuola come a qualcosa di secondario, cadendo nella trappola mediatica per cui si parla solo di ciò che è “notiziabile”, di ciò che rappresenta una differenza rispetto a ieri oppure un conflitto».

Betori chiede quindi «un’alleanza educativa tra famiglia e scuola”, tra genitori e insegnanti: «una volta – scrive - gli alunni avevano paura di portare un brutto voto a casa, perché i genitori avrebbero preso la parte dei professori (e viceversa); oggi è più probabile il contrario». Oltre a questa alleanza, afferma, è necessaria anche un’alleanza tra scuola e istituzioni: «invece di pensare che i soldi spesi nella scuola siano buttati via, occorre investirli meglio perché sono il modo migliore, insieme ai fondi per la famiglia, per garantire un futuro al nostro Paese. La scuola è la prima comunità in cui si apprende l’arte dell’amicizia civile, l’appartenenza a un gruppo più vasto di quello familiare: se una simile esperienza avviene nel degrado e nel disinteresse, quello che viene seminato verrà raccolto tra anni sotto forma di disagio, rabbia, sfiducia». «Senza impegno educativo – prosegue la Lettera - non c’è futuro per il nostro popolo. Senza scuole – statali e paritarie insieme – all’altezza del proprio compito non si dà efficace educazione. Senza un’alleanza tra famiglie e scuola, questa diventa un territorio di nessuno e ne soffre la crescita dei nostri figli. Senza un sostegno delle istituzioni pubbliche a tutto il sistema scolastico, si aprono scenari di diseguaglianze e tutta la società ne soffre. Senza una salda visione della persona umana, della sua dignità e della vocazione sociale, l’educazione rischia di costruire sul vuoto o addirittura di generare degrado».

Betori quindi ricorda il «percorso di sensibilizzazione e di mobilitazione sui temi della scuola» promosso dalla Chiesa italiana, che avrà la prossima tappa nel grande incontro con Papa Francesco, che si terrà a Roma, in Piazza San Pietro, il 10 maggio prossimo. «Sarà l’occasione – scrive Betori - per vivere gioiosamente insieme questa nostra attenzione: il popolo di Dio che incontra il Papa mettendo a tema il bene di tutti che è la scuola. Vi invito tutti a questo appuntamento, per rilanciare davanti a tutti la questione della scuola come passaggio decisivo dell’interesse per la questione educativa nella nostra società».

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