Vita Chiesa
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Card. Parolin: anche oggi esiste l'odio anticristiano

«Anche oggi» esiste l'«odio anticristiano», in nome del quale uomini e donne vengono uccisi «non perché detengono un potere politico, economico o militare, ma perché testimoni tenaci di un'altra visione della vita, fatta di abbassamento, di servizio e di umiltà». Lo ha detto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin nell'omelia della Veglia organizzata dalla Comunità di S. Egidio, nella basilica romanda di santa Maria in Trastevere, in memoria dei «nuovi martiri» cristiani.

«Nel nome cristiano - ha proseguito il cardinale - c'è la forza umile e pacificatrice di cui sono portatori. Nella loro debolezza, ci sono prossimi, mostrandoci che la forza viene da Dio e che è sempre possibile uscire da sé e raggiungere i lontani, anche se ci percepiscono come nemici». Come scrive Papa Francesco nella Evangelii Gaudium, «il discepolo sa offrire la vita intera e giocarla fino al martirio». I nuovi martiri, ha detto il segretario di Stato, «equipaggiati solo della fede e del servizio agli ultimi, impensieriscono chi ordisce trame di morte perché difendono la vita. Hanno varcato i confini e le barriere imposti dalle nazioni, dalle culture e dalla globalizzazione della differenza, facendo conoscere ovunque il nome di Gesù. Ci sembrano eroi lontani, dalle nostre contraddizioni e dalle nostre debolezze, invece sono uomini come noi, anzi hanno vissuto con noi».

«Tanti» uomini e donne che hanno perso la loro vita a causa del Vangelo, ha fatto notare il cardinale, «si sono sacrificati per il loro rifiuto di piegarsi agli idoli del ventesimo secolo: il comunismo, il nazismo, l'ideologia dello Stato o della razza. Tanti altri sono caduti vittime nel corso di conflitti etnici o tribali. Religiosi e religiose che hanno vissuto la loro consacrazione fino all'effusione del sangue, uomini e donne credenti che sono morti offrendo la loro vita per i più poveri e i più deboli». Tutti «testimoni della fede», ha affermato il cardinale Parolin, che «non hanno considerato il proprio tornaconto, il proprio benessere, la propria sopravvivenza come i valori più grandi», ma hanno anteposto a tutto questo «la fedeltà al Vangelo» e «pur nella loro debolezza hanno opposto una strenua resistenza al male». «Questa forza attraversa la Chiesa e le nostre comunità cristiane», ha esclamato il porporato: «Sono cattolici, ma anche ortodossi, evangelici, anglicani». «Una forza che il mondo non conosce e che si manifesta come sconfitta e umiliazione di quanti soffrono a causa del Vangelo».

Fonte: Sir
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