Vita Chiesa
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Cardinale Bagnasco al Papa: «Partecipi del mistero luminoso della Chiesa»

«La gioia del primo incontro» col nuovo pontefice da parte di tutti i Vescovi italiani e «il desiderio di riconoscerci nella fede nel Signore Gesù e partecipi del mistero luminoso della Chiesa»: sono i due sentimenti espressi dal card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, nel saluto rivolto questa sera a Papa Francesco durante la celebrazione della «professio fidei» nella basilica di S. Pietro.

L’incontro di preghiera vede la presenza del personale della Cei, di religiosi e religiose, e di una folta delegazione del laicato cattolico con i responsabili delle principali aggregazioni e movimenti. Questo momento si colloca quasi al termine dei lavori della 65ª assemblea generale della Cei, che terminerà con la giornata di domani, ed è stata voluto dal Consiglio Episcopale Permanente quale momento qualificante all’interno dell’«Anno della Fede». Inoltre, questo incontro assume un particolare significato per il nuovo pontefice, perché conclude la visita ad Limina Apostolorum delle 226 diocesi italiane, iniziata con Benedetto XVI e proseguita in questi mesi con Papa Francesco.

Dopo aver ricordato le «molteplici ragioni che in questo momento rallegrano il nostro cuore, il cuore di ciascuno di noi», a partire dalla gioia di questo primo incontro, il cardinale ha richiamato nel suo saluto al Papa il «groviglio di situazioni e di occupazioni, che a volte diventano anche preoccupazioni». Notando come siamo «posti in una società complessa, in cui convivono mondi e linguaggi diversi, non sempre coerenti tra loro, - ha proseguito - viviamo l’unità della comunione ecclesiale come una grazia e una missione. È questa appartenenza, infatti, a consentirci l’annuncio del Vangelo e la testimonianza fiduciosa della carità, innanzitutto attraverso il dono di noi stessi». Ha quindi evidenziato «l’attenzione operosa e quotidiana con cui le nostre parrocchie aprono le porte a quanti sono provati dal perdurare della crisi economica» anche per via della «crisi pubblica, che travaglia le nostre famiglie» e che «tocca in realtà le radici stesse dell’uomo e investe la figura e il progetto del suo destino». A questo riguardo ha fatto riferimento all’impegno della Chiesa italiana in questo decennio, dedicato al tema dell’educazione come grande emergenza e occasione di un nuovo e diffuso annuncio del Vangelo.

Proprio su questo impegno educativo, il presidente dei Vescovi italiani ha poi sottolineato – nel suo saluto al Papa – che «la presenza e il ruolo che la Chiesa svolge in Italia sono un contributo di prima grandezza, ancora più evidente in una stagione difficile e delicata come l’attuale. L’opera educativa – ha proseguito -, con l’offerta di una mappa valoriale incarnata da testimoni autorevoli, rappresenta così un tassello decisivo del bene comune dell’intero Paese». Proseguendo nel suo saluto al Papa, il cardinale ha quindi illustrato «il tema di fondo di questa nostra 65ª Assemblea, dedicata all’attenzione per la cura e la formazione degli educatori all’interno della comunità cristiana. Ci anima la sollecitudine di aiutare tutti, - ha detto - credenti e non credenti, a ritrovare fiducia nella vita, consapevoli che proprio dal Vangelo discende la proposta di una vita buona, di una vita riuscita». Infine ha chiesto al Papa di «benedire questo nostro impegno, al quale sono poste le forze più vive delle nostre comunità parrocchiali e diocesane», e assicurando di accogliere «il dono del Suo insegnamento con piena apertura di mente e di cuore, nella disponibilità ad assumerlo fino in fondo, perché porti frutto nelle nostre Chiese».

Fonte: Sir
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