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Cei, comunicato finale: Francesco aprirà assemblea di maggio

«Sarà Papa Francesco ad aprire l'assemblea generale della Conferenza episcopale italiana il prossimo maggio». Ne dà notizia oggi la Cei nel comunicato finale del Consiglio episcopale permanente (Cep) che si è tenuto a Roma dal 24 al 26 marzo.

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«L'invito del card. Angelo Bagnasco - si legge nel comunicato - ha incontrato la pronta disponibilità del Santo Padre, che aveva in animo la medesima intenzione. Il presidente della Cei ha comunicato la notizia ai membri del Consiglio episcopale permanente i cui lavori per molti versi sono stati orientati proprio alla preparazione dell'Assemblea». Durante il Consiglio, infatti, è stato approvato «il tema principale (Educazione cristiana e missionarietà alla luce dell'Esortazione apostolica Evangelii gaudium) e l'ordine del giorno dell'assemblea generale, che si svolgerà in Vaticano, nell'aula del Sinodo, da lunedì 19 a giovedì 22 maggio».

Il comunicato dà anche notizia che «Nei suoi lavori in vista dell'assemblea generale del prossimo maggio il Consiglio permanente ha esaminato le proposte di emendamento dello Statuto e del Regolamento della Cei, formulate sulla base del confronto maturato nelle Conferenze episcopali regionali in seguito alle indicazioni del Papa». «Gli ambiti - riferisce il comunicato - riguardano la nomina del presidente, per la quale si prevede una consultazione dei vescovi, riservando comunque la decisione al Santo Padre; le modalità di contribuzione alla relazione del presidente, quale momento espressivo forte della Cei sulla vita della Chiesa e della società civile; la natura, i compiti e la composizione delle Commissione episcopali, nel loro riferimento all'assemblea generale, al Consiglio episcopale permanente e alla presidenza e nei loro rapporti con la segreteria generale; infine, la valorizzazione delle Conferenze episcopali regionali».

Altro tema presente nel comunicato è «L'Ordo Virginum nella Chiesa in Italia», la Nota pastorale presentata dalla Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata al recente Consiglio episcopale permanente (Cep), che l'ha approvata. «L'Ordo Virginum - viene spiegato nel comunicato - è una particolare espressione di vita consacrata». Oggi, riferisce la Cei, «è presente in Italia in 113 diocesi: alle circa 500 consacrate se ne affiancano quasi altrettante in fase di discernimento e di formazione. A fronte della significatività di questa vocazione, da tempo i vescovi chiedevano orientamenti e indicazioni per elaborare criteri comuni e attivare prassi condivise». Da qui la Nota approvata che, «mentre offre punti di riferimento per orientare scelte concordi nelle Chiese particolari, esprime un'attenzione incoraggiante nei confronti delle vergini consacrate, insieme all'aspettativa che con il tempo questa esperienza evangelica consenta di portarne a più compiuta maturità i percorsi formativi, il loro stile di presenza nella Chiesa, le forme della loro missione e i tratti della loro spiritualità». Il Consiglio permanente, riferisce ancora il comunicato, ha inoltre «condiviso una positiva valutazione del testo ‘Incontriamo Gesù. Orientamenti per l'annuncio e la catechesi' che verrà portato alla discussione della prossima assemblea generale».

«I membri del Consiglio permanente hanno ampiamente ripreso, approfondito e rilanciato gli appelli del presidente della Cei a reagire all'erosione e alla corruzione dell'impianto culturale umanistico», fra tutti, «la lettura ideologica del ‘genere'». È quanto riferisce la Cei nel comunicato. Circa «l'ideologia del ‘genere'», puntualizza il comunicato, «l'analisi, contenuta nella prolusione, prende spunto dall'iniziativa di tre opuscoli - destinati alla scuola primaria, alla secondaria di primo grado e a quella di secondo grado - intitolati ‘Educare alla diversità a scuola' e recanti ‘Linee-guida per un insegnamento più accogliente e rispettoso delle differenze'. Il confronto all'interno del Consiglio ha messo in risalto la preoccupazione dei vescovi per forzature che rischiano di colpire pesantemente la famiglia, di associare in maniera indebita religione e omofobia, di presentare come pacifico l'assunto circa l'indifferenza della diversità sessuale dei genitori per la crescita del figlio e di spingere verso il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso». I vescovi, si legge nel comunicato, «avvertono la necessità d'investire nella formazione, risvegliando le coscienze di genitori, educatori, associazioni, consulte di aggregazioni laicali e istituzioni d'ispirazione cristiana» su «una questione antropologica» urgente.

Fonte: Sir
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