Vita Chiesa
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Cei, consiglio permanente: la revisione Statuto

«La valorizzazione delle Conferenze Episcopali Regionali, il ruolo delle Commissioni Episcopali, le nomine delle figure della Presidenza e le procedure di lavoro dell'Assemblea Generale e dello stesso Consiglio Permanente». Sono questi - si legge nel comunicato finale - i quattro temi principali su cui i vescovi si sono concentrati in questi giorni, durante il Consiglio permanente della Cei, al centro del quale c'è stata l'opera di revisione dello statuto, alla luce delle indicazioni date dal Papa dopo l'assemblea del maggio scorso: «promuovere una sempre maggiore partecipazione alla vita della Conferenza, stimolare la collegialità e favorire la comunione».

Intorno a questi quattro punti, la Segreteria Generale ha «ordinato» i contributi giunti in questi mesi dalle Conferenze Regionali, offrendo al Consiglio Permanente la «traccia» per concentrare i propri lavori sulla disanima delle proposte emerse. Dalle «indicazioni prevalenti», si legge nel comunicato del Cep, «è subito apparso chiaro che molte delle richieste avanzate riguardano norme già stabilite dall'attuale Statuto e Regolamento della Cei». «Più che un cambio di regole», secondo i vescovi, «va migliorato il modo di interpretarle e di porle in atto, modificando alcuni aspetti della prassi per una sempre maggiore corrispondenza della stessa con il dettato statutario».

La nomina del presidente della Cei deve «continuare ad essere riservata al Papa, sulla base di un elenco di nomi, frutto di una consultazione di tutto l'episcopato». È quanto suggeriscono le Conferenze Regionali, ribadendo «l'importanza che sia salvaguardato il peculiare rapporto tra la Chiesa che è in Italia e il Santo Padre». Sulla «modalità concreta attraverso la quale salvaguardare il coinvolgimento di tutti i vescovi e nel contempo conservare al Santo Padre la libertà di nomina», il Consiglio Permanente indica due possibili percorsi: il primo prevedrebbe «una consultazione riservata di tutti i singoli vescovi», mentre il secondo aggiungerebbe a tale procedura «un ulteriore passaggio, altrettanto riservato nelle procedure e nei risultati, nel quale l'Assemblea Generale verrebbe chiamata a «esprimere la propria preferenza su una quindicina di nomi, corrispondenti ai candidati maggiormente segnalati». Circa la nomina dei tre Vice Presidenti, le Conferenze Regionali concordano sul fatto di «non cambiare l'attuale procedura», che ne prevede l'elezione da parte dell'Assemblea Generale fra i Vescovi diocesani. Infine, per quanto riguarda la figura del Segretario Generale, la maggioranza chiede «che sia un vescovo» e che, come avviene per il Presidente, «sia nominato dal Papa su una rosa di nomi, «proposta dalla Presidenza, sentito il Consiglio Episcopale Permanente».

Fonte: Sir
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