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Comece: rapporto «Promuovere la pace nel mondo, vocazione dell’Europa». Tre «pilastri»

 I vescovi della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) hanno presentato oggi a Bruxelles un documento per promuovere la pace nel continente e nel mondo. 

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Comece: rapporto «Promuovere la pace nel mondo, vocazione dell’Europa». Tre «pilastri»

«Il primo compito di un’autentica politica di pace europea deve consistere nella promozione della pace preventiva e nella trasformazione dei conflitti violenti con gli strumenti della giustizia», senza «trascurare la dimensione del progetto di integrazione europea in materia di sicurezza e di difesa comuni, parallelamente agli sforzi da compiere per creare le condizioni di un disarmo anche nucleare in Europa e nel mondo»: è l’orientamento di fondo del documento «Promuovere la pace nel mondo, vocazione dell’Europa», che i vescovi della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) hanno presentato oggi a Bruxelles «per aiutare i politici nell’elaborazione delle raccomandazioni finali in materia di pace e di sicurezza all’ordine del giorno del Consiglio europeo di fine giugno».

La nuova strategia globale in materia di politica estera e sicurezza che l’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini sta preparando, non potrà prescindere dal fatto che l’Ue è un progetto di pace: per «essere all’altezza della sua vocazione» deve «rafforzare i legami tra strumenti di politica interna ed estera» e raggiungere maggiore «coerenza e omogeneità», coordinando «orientamenti politici e risorse economiche». Alla presentazione del documento sono intervenuti il vescovo Jean Kockerols, ausiliare di Malines-Bruxelles e vice-presidente Comece e il generale di brigata Heinz Krieb dello stato maggiore dell’Ue (Emue).

Secondo i vescovi della Comece, la politica europea deve prevenire e consolidare la pace, trasformando «i germi di un conflitto potenzialmente violento in senso sostenibile», evitando il ricorso alla forza. Ad esempio nel caso del terrorismo fondamentalista, è necessario «tagliare i flussi finanziari internazionali destinati a fini terroristici», migliorare informazione e cooperazione tra i 28 e i Paesi terzi, «affrontare le radici sociali, politiche e religiose della radicalizzazione, soprattutto tra i giovani», sostenere il ruolo dei capi religiosi. Questo è il primo pilastro che dovrà reggere la Strategia dell’Ue per la sicurezza e difesa secondo il documento dei vescovi Comece, intitolato «Promuovere la pace nel mondo, vocazione dell’Europa». Poi c’è la giustizia: ogni aspetto della crisi mondiale deve essere tenuto in conto e «sviluppo umano, socioeconomico e ambientale devono essere promossi in quanto vettori indispensabili della pace».

Terzo pilastro, la sicurezza: i vescovi si esprimono «per un’adesione prudente all'approfondimento della dimensione della difesa e della sicurezza comuni del progetto europeo», rispetto a cui gli Stati dovranno essere lasciati liberi di aderire o meno; qualsiasi «intensificazione della cooperazione europea» in questo ambito dovrà rispettare il diritto internazionale e le sue istituzioni e «non dovrà alimentare una dinamica dell’armamento». Anzi, l’auspicio è che vi siano regole «più efficaci e coerenti» nel «controllo delle esportazioni di armi».

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