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Consiglio cardinali, il briefing di P. Lombardi: «Nessuna decisione sullo Ior»

Nella terza riunione del Consiglio di Cardinali «non è stata presa alcuna decisione sullo Ior». A riferirlo ai giornalisti è stato padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, nel briefing di oggi, relativo ai lavori della mattinata, in cui gli otto membri del Consiglio hanno ascoltato il rapporto della Commissione referente sullo Ior, «lavorando intensamente».

Percorsi: Cardinali - Santa Sede
Parole chiave: Ior (48), Federico Lombardi (142)

Anche oggi, come ieri, è stato sempre presente il segretario di Stato, monsignor Pietro Parolin. Tra i punti trattati dalla Commissione, ha riferito il portavoce vaticano, c'è stata anche «la missione dello Ior»: «La Commissione - ha detto padre Lombardi - ha riferito la realtà dell'Istituto per le opere di religione, la situazione, i problemi, i motivi per cui ci sono problemi da risolvere e si possono essere verificati in passato dei problemi». In secondo luogo, la Commissione ha espresso «alcuni possibili orientamenti per il rinnovo dell'Istituto». Tuttavia, «non c'è stata alcuna decisione presa», il rapporto della Commissione «è stato analizzato nella sua complessità». Pur essendo, infatti, «distinti i compiti» delle due Commissioni - quella per lo Ior e quella per l'organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede - «il Papa cerca di vedere il contesto nell'insieme, per un disegno di rinnovamento degli organismi e delle istituzioni della Curia, del governo della Chiesa, che sia coerente».

Una cosa è lo Ior, un'altra è l'Aif. Padre Lombardi ha esortato i giornalisti a fare «una distinzione molto netta» tra l'Istituto per le opere di religione e l'Autorità di informazione finanziaria. Interpellato dai giornalisti su una lettera pubblicata da un quotidiano, ed attribuita al cardinale Nicora, che contiene lamentele riguardo alla gestione dell'Aif, ha precisato che «si tratta dell'Aif, non dello Ior», ricordando che l'Aif è «un'istituzione giovane, nuova, che ha avuto una configurazione che si è evoluta nel corso degli anni a seconda delle indicazioni dei Rapporti Moneyval». «Mi stupirei che non ci siano discussioni, o differenze di visione e di interpretazione di norme e statuti, è nella normalità delle corse che ci sia un dibattito». Quanto al documento pubblicato dal quotidiano romano, Lombardi ha puntualizzato: «Non è certamente una lettera di Nicora: può esser connessa con le vicende del cardinale di Nicora, ma non è una lettera di Nicora». Nella missiva, infatti, «si parla di altre persone». Quella pubblicata dal quotidiano, dunque, «è un'indiscrezione su una discussione che riguarda l'Aif e la sua evoluzione». «Imparare a distinguere è una via per raggiungere un certo ordine nei pensieri», il consiglio del portavoce vaticano.

Padre lombardi ha anche rivolto un invito alla «prudenza», riguardo alle «scadenze» e ai «tempi concreti» della stesura di una nuova Costituzione apostolica per la riforma della Curia. Alla domanda su una recente intervista rilasciata dal cardinale Maradiaga a «La Croix», in cui si ventilava per fine aprile, dopo le due beatificazioni del 27, un incontro del Consiglio di cardinali finalizzato alla stesura del documento di riforma della Curia, Lombardi ha risposto: «A me non risulta che ci siano cose concrete, operative: non mi consta che ci sia una proposta su cui stiano discutendo». Gli otto cardinali, ad esempio «non hanno neanche terminato la rassegna dei Pontifici Consigli», dopo quella delle Congregazioni, oggetto della seconda riunione: «Che sia tutto pronto per una prossima riunione in coda alle canonizzazioni di aprile, mi sembra strano», ha commentato Lombardi, secondo il quale «c'è ulteriore bisogno di tempo e di approfondimento». «Sarebbe più prudente non porre termini temporali sulle scadenze», ha osservato: «Ho l'impressione di un lavoro che va avanti con intensità: si lavora intensamente, e con l'intenzione di arrivare, il Papa è molto determinato in questo, ma riguardo a quali siano i tempi concreti della conclusione di questo lavoro sarei più prudente».

«Questo Concistoro, come i precedenti, non ha alcun tipo di potere deliberativo», ha ricordato ancora padre Federico Lombardi, rispondendo alle domande dei giornalisti, nel briefing di oggi. «I Concistori non decidono nulla», ha puntualizzato a proposto del prossimo che si terrà il 22 e il 23 febbraio: «Sono un'ampia assise in cui i cardinali manifestano liberamente il proprio pensiero, anche in modo un po' disordinato. Ancora non sappiamo il numero preciso, ma saranno almeno 150 cardinali che hanno libertà di esprimersi su un grande tema». Il Concistoro, ha ribadito il portavoce vaticano, «non è un dibattito ordinato su delle proposizioni che poi termina con una votazione: però è una cosa utile e importante per il Papa e per tutti coloro che sono presenti, i quali possono verificare il consenso e le risposte convergenti» su determinati argomenti. Il Sinodo, invece, «è un'assemblea con un ordine del giorno, un documento di lavoro, la scelta di proposizioni indicative che poi si propongono un risultato». Ciò non significa, però, che il prossimo Sinodo sulla famiglia non «terrà conto» anche del dibattito tra i cardinali che avverrà nel Concistoro, tramite apposite «modalità operative», ha concluso padre Lombardi.

Papa Francesco «ha chiesto di continuare ad avere i suoi documenti originali», ma «questo non vuol dire che non abbia i documenti vaticani», che gli spettano in quanto «capo di Stato» della Città del Vaticano. Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ha risposto in questi termini a una domanda sulle indiscrezioni di stampa riguardanti la volontà del Santo Padre di mantenere il suo passaporto argentino. «Il Papa è cittadino vaticano», ha ripetuto il direttore della sala stampa: «Aveva desiderato di continuare ad avere i documenti originali normali: questo non vuol dire che non sia anche il capo dello Stato della Città del Vaticano e non abbia anche le altre forme di riconoscimento giuridico che gli toccano», perché «gode di tutti i diritti che ha un capo di Stato». Il rinnovo del passaporto argentino di Jorge Mario Bergoglio, che era scaduto, sarà pronto entro la prossima settimana.

Fonte: Sir
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