Vita Chiesa
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Diaconato femminile: mons. Forte, «il discorso non è chiuso ma non trasferiamo un modello maschile sulla donna»

«Il discorso non è chiuso. Ciò che conta è non trasferire un modello maschile sulla donna ma valorizzare la donna nella ricchezza delle sue specificità e capacità umane e soprannaturali». Lo ha detto questo mattina il teologo monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto affrontando da un punto di vista cattolico il delicato nodo del diaconato femminile.

Mons. Bruno Forte (Foto Sir)

Mons. Forte è intervenuto ad una tavola rotonda dedicata ai nodi teologici del dialogo ecumenico al convegno in corso a Trento che sta riunendo sul 500° anniversario della Riforma rappresentanti della Chiesa cattolica e delle Chiese evangeliche in Italia. «Sul ministero femminile come ministero ordinato, c’è stato un pronunciamento netto e chiaro dei Pontefici precedenti che non si mette in discussione», ha poi spiegato a margine il teologo facendo riferimento a quanto papa Francesco ha ultimamente detto sul volo papale di ritorno dalla Svezia. «Ma questo – ha subito aggiunto – non significa che si escluda una possibilità di nuove ricerche e nuovi spazi, tanto è vero che lo stesso Francesco ha istituito una Commissione teologica composta in gran parte da donne».

«Quello che mi sembra importante da capire – sottolinea Forte – è che questa riflessione si colloca all’interno di un superamento dell’idea monistica del ministero». «Prima del Vaticano II – spiega il teologo – fondamentalmente per la Chiesa cattolica, il ministero era quello ordinato del presbitero e la concezione dell’episcopato era quello di un’estensione dei poteri giuridici. Il diaconato di fatto non esisteva nella Chiesa antica e i diaconi erano gli economi della comunità. In realtà con il Concilio Vaticano II, la Chiesa ha creato un nuovo ministero che è il diaconato di cui si stanno definendo progressivamente i contorni. Analogamente si può pensare che la Chiesa possa creare altri ministeri che non necessitano della successione apostolica ma abbiano bisogno della tradizione apostolica cioè della continuità della Chiesa nel tempo e nello spazio» e si possono quindi pensare «specificamente legati alla grazia e al dono che è la figura femminile nella Chiesa e nella società». Mons. Forte parla quindi di un ministero che preveda «un servizio della Parola di Dio o un servizio della carità o un servizio della partecipazione al governo della Chiesa nel senso di condivisione delle responsabilità pastorali. Sono queste le possibilità che si aprono e vedremo dove si andrà anche grazie all’aiuto di questa Commissione istituita dal Santo Padre».

Fonte: Sir
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