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Fecondazione eterologa: Mons. Cozzoli, concezione «emotivistica» del diritto

“Il vento dell’Occidente soffia in una direzione: l’autonomia del singolo su tutto, soprattutto se si salda con il potere delle biotecnologie. Finché lo sfondo, o il sottofondo, culturale rimane questo, tutto è possibile”. È il giudizio di monsignor Mauro Cozzoli, ordinario di teologia morale alla Pontificia Università Lateranense, alle motivazioni della sentenza con cui la Corte costituzionale ha sancito l’abolizione del divieto di accesso alla fecondazione eterologa, contenuto invece nella legge 40. 

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Parole chiave: fecondazione eterologa (1), legge 40 (62)

A monte del parere della Corte - spiega il teologo in un’intervista al Sir (clicca qui) - “c’è una concezione emotivistica del diritto”, che diventa sempre di più “procedurale”, cioè “non fondato su un dato antropologico, personale, ma sul rispetto delle procedure che ci siamo dati: il 51% scrive la legge e la prescrive”. Ciò non toglie che le persone amanti della vita - obietta mons. Cozzoli - non “hanno come campo di azione solo quello politico-legale, dove si può anche essere perdenti, ma quello morale: l’amore per la vita, la difesa dei diritti senza voce. La forza del bene morale, della verità, non la fanno i numeri, ma la verità della persona e di ogni persona. Anche delle persone senza potere di acquisto”.

Fonte: Sir
Fecondazione eterologa: Mons. Cozzoli, concezione «emotivistica» del diritto
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