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Firenze, card. Betori: «Negare la libertà religiosa porta alla guerra». Appello per Sant’Orsola

Nella festa di San Lorenzo, patrono di Firenze, il card. Giuseppe Betori ha celebrato la Messa nella Basilica di San Lorenzo, sottolineando «l'eredità gloriosa, ma al tempo stesso anche impegnativa» che ci arriva dal grande martire. Un pensiero ai martiri di oggi e in particolare ad Asia Bibi. Il ricordo di mons. Livi.

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Card. Giuseppe Betori

«Il non rispetto del diritto alla libertà religiosa è alla base della scardinamento di tutti i diritti e quindi del diffondersi delle ingiustizie e delle guerre: da qui comincia una vera politica di pace». Lo ha affermato il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nell'omelia che ha pronunciato alla Messa nella Basilica di San Lorenzo in occasione della ricorrenza dedicata al martire, e rivolgendo un pensiero ai «martiri di oggi», ovvero «i tanti cristiani che continuano a subire persecuzione e morte per la loro fedeltà a Cristo in non pochi Paesi del mondo».

Quindi, ha rimarcato Betori, «sia sempre vivo nel nostro cuore il pensiero per Asia Bibi e per quanti come lei sono in prigione, minacciati nella loro vita dall'intolleranza religiosa, ancora così diffusa nel mondo. Siano vivi nelle nostre preghiere e nella coscienza di chi governa i popoli perché mettano la libertà religiosa tra le prime preoccupazioni della loro azione politica nelle relazioni internazionali».

L’esempio del martire Lorenzo, «come il servitore della carità e al tempo stesso come il testimone di Cristo fino al sacrificio della propria vita» ha osservato l’Arcivescovo, «ha animato le migliori iniziative di carità che contrassegnano la storia della nostra città, per noi un’eredità gloriosa ma al tempo stesso impegnativa. Si tratta di non restringere gli spazi del cuore, come pure di non inaridire la radice di fede che alimenta i gesti della carità. Dobbiamo ribadirlo anche quando tutto ciò comporta difficoltà di comprensione e di attuazione, come può accadere oggi nello sforzo di integrazione che la nostra comunità cittadina è chiamata a compiere nei riguardi dei nuovi venuti, a cui va richiesta peraltro una condivisione di valori civili che da sempre alimentano le più felici espressioni della nostra città».

«Il medesimo orientamento – ha proseguito il card. Betori - deve animare anche l’accoglienza che ci viene chiesta verso uomini e donne, non poche volte anche bambini, che, profughi, si rifugiano tra noi allontanandosi da guerre, fame, condizioni disumane di vita; tutti da accogliere come fratelli, perché in ciascuno di loro dobbiamo riconoscere la dignità di una persona umana».

Infine l’Arcivescovo ha rivolto un pensiero allo storico priore della Basilica di San Lorenzo, mons. Angiolo Livi, scomparso all'età di 100 anni lo scorso dicembre. «È questo il primo san Lorenzo che noi celebriamo quaggiù senza di lui - ha detto Betori - e che il Signore, per questo preghiamo, voglia che egli celebri in cielo. Vogliamo ancora ribadire la nostra gratitudine per questo prete fiorentino che ha posto la sua vita al servizio della Chiesa e della città in questa parrocchia e in questo quartiere. Il suo ricordo animi

ancora il nostro impegno nella salvaguardia dell'identità e dello sviluppo umano del quartiere di san Lorenzo». In suo nome, il cardinale ha rinnovato «l'invito a fare del recupero del complesso di Sant'Orsola il segno della nostra memoria di monsignor Livi». 

Firenze, card. Betori: «Negare la libertà religiosa porta alla guerra». Appello per Sant’Orsola
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