Vita Chiesa
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Firenze, veglia per commemorare genocidio armeni

Giovedì 23 aprile 2015 alle ore 20.30, alla vigilia del giorno che segna l’inizio del genocidio armeno, cento anni fa, 24 aprile 1915, nella Basilica della SS. Annunziata (Firenze), si terrà una veglia di adorazione e di preghiera in memoria del martirio subito dai cristiani armeni, siro-assiri e greci.

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Il martirio dei cristiani oggi continua in altri luoghi con una cronaca impressionante di orrori e di indicibili sofferenze.

«La nostra umanità, ha detto Papa Francesco nella Domenica della divina Misericordia alla presenza del patriarca armeno, ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come il primo genocidio del XX secolo; essa ha colpito il vostro popolo armeno, prima nazione cristiana» […] « E più recentemente altri stermini di massa…eppure sembra che l’umanità non riesca a cessare di versare sangue innocente. […]E così ancora oggi c’è chi cerca di eliminare i propri simili con l’aiuto di alcuni e con il silenzio complice di altri  che rimangono spettatori».

Nel vangelo di Giovanni, nel lungo discorso di addio, il suo testamento consegnato agli apostoli, Gesù dice:  «Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» (Gv. 15, 20). Sì, lo sappiamo, i cristiani lo sanno da sempre, fin dall’inizio, un inizio segnato dalla Croce del Signore e da tre secoli di croci dei suoi amici. Ma, da sempre i cristiani sanno che la Croce, le croci sono solo la penultima parola, perché l’ultima è: Cristo, mia speranza è risorto. Tra il venerdì della Croce e l’alba della Risurrezione è il «silenzio» del sabato, la speranza totale che in continuo, sofferto dialogo con la fede, ricorre senza posa alla preghiera. Preghiera, perdono, carità e di nuovo preghiera davanti a Gesù Eucaristia. Preghiera per tutti, per i perseguitati e uccisi, per i martiri, ma anche per i carnefici e preghiera per noi chiamati ad essere i cirenei di passaggio.

«La nostra preghiera, ha detto due giorni fa Papa Francesco, si fa ancora più intensa e diventa un grido di aiuto al Padre ricco di misericordia, perché sostenga la fede di tanti fratelli e sorelle che sono nel dolore, mentre chiediamo di convertire i nostri cuori per passare dall’indifferenza alla compassione».

A lui ha fatto eco il patriarca armeno: «chiederemo l’intercessione di questi nostri santi martiri che aderiscono all’esercito delle schiere celesti, affinché la pace divina si propaghi sulla vita umana e le tragedie del genocidio non abbiano più luogo nel mondo».

Preghiera corale, di comunità unite nell’invocazione a Dio, preghiera manifesta e visibile a tutti perché, come ha sottolineato il patriarca armeno, «l’anniversario del genocidio degli Armeni [sia] un potente richiamo al mondo a non essere indifferenti di fronte ai patimenti e ai martiri odierni e a fare più sforzi per fermare le aggressioni ingiuste e per prevenire le violenze che temprano la gente nella sofferenza.  Ecco il frutto che deve germogliare dalla radice del martirio».

Fonte: Comunicato stampa
Firenze, veglia per commemorare genocidio armeni
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