Vita Chiesa
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Francesco, Angelus: «L'amore è il distintivo del cristiano». Appello per l'Iraq

La solennità della Santissima Trinità «presenta alla nostra contemplazione e adorazione la vita divina del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: una vita di comunione e di amore perfetto, origine e meta di tutto l'universo e di ogni creatura, Dio». Lo ha detto, ieri mattina, Papa Francesco, in occasione della recita dell'Angelus da piazza San Pietro.

Percorsi: Albania - Iraq - Papa Francesco

Nella Trinità «riconosciamo anche il modello della Chiesa, nella quale siamo chiamati ad amarci come Gesù ci ha amato. È l'amore il segno concreto che manifesta la fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. È l'amore il distintivo del cristiano». Per il Pontefice, «è una contraddizione pensare a cristiani che si odiano. È una contraddizione! E il diavolo cerca sempre questo: farci odiare, perché lui semina sempre la zizzania dell'odio; lui non conosce l'amore, l'amore è di Dio!». Perciò, «tutti siamo chiamati a testimoniare ed annunciare il messaggio che ‘Dio è amore', che Dio non è lontano o insensibile alle nostre vicende umane. Egli ci è vicino, è sempre al nostro fianco, cammina con noi per condividere le nostre gioie e i nostri dolori, le nostre speranze e le nostre fatiche. Ci ama tanto e a tal punto che si è fatto uomo, è venuto nel mondo non per giudicarlo ma perché il mondo si salvi per mezzo di Gesù».

Questo è «l'amore di Dio in Gesù, quest'amore che è tanto difficile da capire ma che noi sentiamo quando ci avviciniamo a Gesù. E Lui ci perdona sempre, Lui ci aspetta sempre, Lui ci ama tanto. E l'amore di Gesù che noi sentiamo è l'amore di Dio». Lo Spirito Santo «ci comunica la vita divina e così ci fa entrare nel dinamismo della Trinità, che è un dinamismo di amore, di comunione, di servizio reciproco, di condivisione». Per il Papa, «una persona che ama gli altri per la gioia stessa di amare è riflesso della Trinità. Una famiglia in cui ci si ama e ci si aiuta gli uni gli altri è un riflesso della Trinità. Una parrocchia in cui ci si vuole bene e si condividono i beni spirituali e materiali è un riflesso della Trinità». «L'amore vero - ha aggiunto - è senza limiti, ma sa limitarsi, per andare incontro all'altro, per rispettare la libertà dell'altro. Tutte le domeniche andiamo alla Messa, celebriamo l'Eucaristia insieme e l'Eucaristia è come il «roveto ardente» in cui umilmente abita e si comunica la Trinità; per questo la Chiesa ha messo la festa del Corpus Domini dopo quella della Trinità». Ricordando la Santa Messa a San Giovanni in Laterano e la processione con il Santissimo Sacramento giovedì prossimo, Francesco ha invitato romani e pellegrini a partecipare «per esprimere il nostro desiderio di essere un popolo ‘adunato nell'unità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo'».

Preoccupazione per l'Iraq. «Sto seguendo con viva preoccupazione gli avvenimenti di questi ultimi giorni in Iraq», ha detto Francesco dopo la recita dell'Angelus. «Invito tutti voi ad unirvi alla mia preghiera per la cara nazione irachena - ha chiesto il Pontefice -, soprattutto per le vittime e per chi soffre maggiormente le conseguenze dell'accrescersi della violenza, in particolare per le molte persone, tra cui tanti cristiani, che hanno dovuto lasciare la propria casa». Il Santo Padre ha, quindi, auspicato «per tutta la popolazione la sicurezza e la pace ed un futuro di riconciliazione e di giustizia dove tutti gli iracheni, qualunque sia la loro appartenenza religiosa, possano costruire insieme la loro patria, facendone un modello di convivenza». Poi l'invito: «Preghiamo la Madonna, tutti insieme per il popolo iracheno». Guidati dal Papa tutti i pellegrini che affollavano piazza San Pietro hanno recitato un'Ave Maria.

Viaggio in Albania. Il Papa ha poi aggiunto: «Voglio oggi annunciare che, accogliendo l'invito dei vescovi e delle autorità civili albanesi, intendo recarmi a Tirana nella giornata di domenica 21 settembre prossimo». «Con questo breve viaggio - ha spiegato il Santo Padre - desidero confermare nella fede la Chiesa in Albania e testimoniare il mio incoraggiamento e amore ad un Paese che ha sofferto a lungo in conseguenza delle ideologie del passato».

Un pensiero per le collaboratrici domestiche. «Un pensiero speciale va oggi alle collaboratrici domestiche e badanti, che provengono da tante parti del mondo e svolgono un servizio prezioso nelle famiglie, specialmente a sostegno degli anziani e delle persone non autosufficienti». Così Papa Francesco al termine dell'Angelus. «Tante volte - ha aggiunto - noi non valorizziamo con giustizia il grande e bel lavoro che loro fanno nelle famiglie. Grazie tante a voi!». Tra gli altri, il Pontefice ha poi salutato «i militari della Colombia, i fedeli venuti da Taiwan e Hong Kong, da Ávila e La Rioja, in Spagna, da Venado Tuerto, in Argentina, da Cagliari, Albino, Vignola, Lucca e Battipaglia», come pure «i ragazzi di Casaleone che hanno ricevuto la Cresima, e i dipendenti del Gruppo Idi Sanità di Roma». Un saluto anche al Movimento Pro Sanctitate, nel centenario della nascita del fondatore, il servo di Dio Guglielmo Giaquinta: «Cari amici - ha detto il Santo Padre -, vi incoraggio a portare avanti con gioia l'apostolato della santità». Dopo aver augurato «buona domenica e buon pranzo», la richiesta di Francesco: «E non dimenticatevi di pregare per me».

Francesco, Angelus: «L'amore è il distintivo del cristiano». Appello per l'Iraq
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