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Francesco: Garantire diritti economici e sociali ai minatori

Garantire ai lavoratori delle miniere «i diritti economici e sociali, nel pieno rispetto delle norme e delle direttive dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro». È quanto chiede Papa Francesco in un messaggio, a firma del cardinale Tarcisio Bertone, in occasione della Giornata di riflessione sulle questioni ambientali e sociali legate al settore dell'industria mineraria mondiale, promossa dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e svoltasi sabato scorso a Palazzo San Calisto.

Percorsi: Lavoro - Papa Francesco

«È la prima volta che dirigenti dell'industria mineraria» si sono ritrovati, vicino al Successore di Pietro, «per riflettere sull'importanza delle loro responsabilità nei confronti dell'uomo e dell'ambiente», scrive il Papa nel messaggio, diffuso oggi da Radio Vaticana, riferendosi al fatto che alla giornata hanno preso parte cristiani, fedeli di altre religioni e non credenti. Obiettivo: «un serio esame di coscienza sul da farsi affinché l'industria mineraria possa offrire un positivo e costante contributo allo sviluppo umano integrale». Secondo i dati forniti dall'ufficiale responsabile delle questioni ambientali del dicastero, Tebaldo Vinciguerra, l'industria mineraria assicura tra il 10 e il 20% della ricchezza mondiale, coinvolgendo soprattutto in America Latina, Africa e Asia almeno 2,5 milioni di persone a livello ufficiale.

Stime più ampie parlano di 15-20 milioni di persone occupate nel settore, anche in situazioni non sempre legali, con fenomeni di criminalità, corruzione, sfruttamento minorile, inquinamento e violenze, pure nei confronti di missionari e vescovi che sono stati minacciati o uccisi, perché schieratisi a fianco delle popolazioni. «Non sempre senza motivo - denuncia il Papa - l'attività delle industrie estrattive è vista come uno sfruttamento ingiusto delle risorse naturali e delle popolazioni locali, ridotte, a volte, addirittura in schiavitù e costrette a spostarsi, abbandonando le loro terre d'origine».

«L'attività estrattiva ha conseguenze ecologiche e sociali che vengono trasmesse da una generazione all'altra», ammonisce il Papa, secondo il quale «oggi le decisioni non vanno prese solo in base a prospettive geologiche o in vista dei profitti economici degli investitori e degli Stati in cui sono insediate le aziende». Per quanto riguarda la protezione dell'ambiente, poi, «è indispensabile che le attività estrattive rispettino gli standard internazionali», attraverso «un'armonia tra gli interessi, che tenga conto delle esigenze degli investitori, dei manager, dei lavoratori, delle loro famiglie, del futuro dei figli, della preservazione dell'ambiente a livello regionale e internazionale e che costituisca, al contempo, un contributo alla pace mondiale».

Fonte: Sir
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