Vita Chiesa
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Francesco: «La Dottrina serva il popolo di Dio»

«Quando la fede brilla nella sua semplicità e purezza originaria, anche il vissuto ecclesiale diventa il luogo in cui la vita di Dio emerge con tutto il suo fascino e porta frutto. La fede in Gesù Cristo, infatti, spalanca i cuori a Dio, apre gli spazi dell'esistenza umana alla verità, al bene e alla bellezza che vengono da Lui». Lo ha detto stamattina Papa Francesco ai partecipanti alla Plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede.

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Fin dai primi tempi della Chiesa «esiste la tentazione di intendere la dottrina in un senso ideologico o di ridurla ad un insieme di teorie astratte e cristallizzate». In realtà, «la dottrina ha l'unico scopo di servire la vita del popolo di Dio ed intende assicurare alla nostra fede un fondamento certo. Grande è infatti la tentazione di appropriarci dei doni della salvezza che viene da Dio, per addomesticarli - magari anche con buona intenzione - alle vedute e allo spirito del mondo». Dunque, «prendersi cura dell'integrità della fede è un compito molto delicato che vi è affidato, sempre in collaborazione con i Pastori locali e con le Commissioni dottrinali delle Conferenze episcopali». Ciò serve «a salvaguardare il diritto di tutto il popolo di Dio a ricevere il deposito della fede nella sua purezza e nella sua integralità». «Il vostro lavoro - ha aggiunto - cerca di tenere sempre presenti anche le esigenze del dialogo costruttivo».

Ricordando che il Dicastero «si distingue per la prassi della collegialità e del dialogo», il Pontefice ha osservato che la Chiesa «è il luogo della comunione e, ad ogni livello, tutti siamo chiamati a coltivare e promuovere la comunione». «Sono certo - ha continuato - che quanto più la collegialità sarà un tratto effettivo del nostro operare, tanto più risplenderà davanti al mondo la luce della nostra fede». Nella Sessione plenaria è stato trattato il «rapporto tra fede e sacramento del matrimonio». Si tratta di «una riflessione di grande rilevanza» che «si pone nella scia dell'invito che già Benedetto XVI aveva formulato circa la necessità di interrogarsi più a fondo sulla relazione tra fede personale e celebrazione del sacramento del matrimonio, soprattutto nel mutato contesto culturale». Il Papa ha anche ringraziato per l'«impegno nel trattare le problematiche delicate circa i cosiddetti delitti più gravi, in particolare i casi di abuso sessuale di minori da parte di chierici»: «Pensate al bene dei bambini e dei giovani, che nella comunità cristiana devono sempre essere protetti e sostenuti nella loro crescita umana e spirituale. In tal senso si studia la possibilità di collegare con il vostro Dicastero la specifica Commissione per la protezione dei fanciulli, che ho istituito e che vorrei sia esemplare per tutti coloro che intendono promuovere il bene dei bambini».

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