Vita Chiesa
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Francesco, Messa a S. Marta: Le persone non sono statistiche

«Lamentarsi davanti a Dio non è peccato», ma una preghiera del cuore che arriva al Signore. Lo ha detto il Papa nella messa celebrata stamattina a Santa Marta.

Percorsi: Papa Francesco

La storia di Tobi e Sara, riportata nella prima lettura, è stata al centro dell'omelia del Papa: due persone giuste che vivono situazioni drammatiche. «Sono persone in situazioni limite - ha osservato il Papa - situazioni proprio nel sottosuolo dell'esistenza, e cercano un'uscita. Si lamentano ma non bestemmiano».

Nel Vangelo del giorno - ha osservato Papa Francesco - ci sono i Sadducei che presentano a Gesù il caso limite di una donna, vedova di sette uomini: «I Sadducei parlavano di questa donna come se fosse un laboratorio, tutto asettico. Era un caso di morale. Noi, quando pensiamo a questa gente che soffre tanto, pensiamo come se fosse un caso di morale, pure idee, o pensiamo con il nostro cuore, con la nostra carne, anche? A me non fa piacere quando si parla di queste situazioni in maniera tanto accademica e non umana, alle volte con le statistiche. Nella Chiesa ci sono tante persone in questa situazione».

In questi casi - ha detto il Papa - bisogna pregare per loro: «Devono entrare nel mio cuore, devono essere un'inquietudine per me: il mio fratello soffre, la mia sorella soffre. Pregare, permettetemi di dirlo, con la carne: che la nostra carne preghi. Non con le idee. Pregare con il cuore».

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