Vita Chiesa
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Francesco, Rosario in piazza San Pietro: «Ascolto, decisione, azione»

“Celebriamo la festa della Visitazione della Beata Vergine Maria alla parente Elisabetta. Vorrei meditare con voi questo mistero che mostra come Maria affronta il cammino della sua vita, con grande realismo, umanità, concretezza”. Lo ha detto, ieri sera, Papa Francesco, nella meditazione che ha concluso la celebrazione con la recita del rosario, a piazza San Pietro, per la fine del mese mariano.

Percorsi: Papa Francesco
Parole chiave: Rosario (10)

Tre parole, ha sottolineato il Pontefice, “sintetizzano l’atteggiamento di Maria: ascolto, decisione, azione; parole che indicano una strada anche per noi di fronte a ciò che ci chiede il Signore nella vita”. Innanzitutto, l’ascolto. Maria decide di andare da Elisabetta, dopo aver saputo dall’Angelo che la parente è incinta. “Maria - ha osservato - sa ascoltare Dio. Attenzione: non è un semplice ‘udire’ superficiale, ma è l’‘ascolto’ fatto di attenzione, di accoglienza, di disponibilità verso Dio. Non è il modo distratto con cui a volte noi ci mettiamo di fronte al Signore o agli altri: udiamo le parole, ma non ascoltiamo veramente. Maria è attenta a Dio, ascolta Dio”. Ma legge anche “gli eventi della sua vita, è attenta alla realtà concreta e non si ferma alla superficie, ma va nel profondo, per coglierne il significato. La parente Elisabetta, che è già anziana, aspetta un figlio: questo è il fatto. Ma Maria è attenta al significato, lo sa cogliere: ‘Nulla è impossibile a Dio’”.

Questo, ha affermato il Santo Padre, “vale anche nella nostra vita: ascolto di Dio che ci parla, e ascolto anche della realtà quotidiana, attenzione alle persone, ai fatti perché il Signore è alla porta della nostra vita e bussa in molti modi, pone segni nel nostro cammino; a noi la capacità di vederli. Maria è la madre dell’ascolto, ascolto attento di Dio e ascolto altrettanto attento degli avvenimenti della vita”. La seconda parola è decisione. “Maria - ha sottolineato - non vive ‘di fretta’, con affanno”. E anche nel momento decisivo dell’Annunciazione dell’Angelo, Ella chiede: “Come avverrà questo?”. Ma “non si ferma neppure al momento della riflessione; fa un passo avanti: decide”. Dunque, “non vive di fretta, ma solo quando è necessario ‘va in fretta’. Maria non si lascia trascinare dagli eventi, non evita la fatica della decisione”. E questo avviene “sia nella scelta fondamentale che cambierà la sua vita: ‘Eccomi sono la serva del Signore…’, sia nelle scelte più quotidiane, ma ricche anch’esse di significato”. Francesco ha citato l’episodio delle nozze di Cana: “Anche qui si vede il realismo, l’umanità, la concretezza di Maria, che è attenta ai fatti, ai problemi; vede e comprende la difficoltà di quei due giovani sposi ai quali viene a mancare il vino della festa, riflette e sa che Gesù può fare qualcosa, e decide di rivolgersi al Figlio perché intervenga”.

“Nella vita - ha dichiarato il Papa - è difficile prendere decisioni, spesso tendiamo a rimandarle, a lasciare che altri decidano al nostro posto, spesso preferiamo lasciarci trascinare dagli eventi, seguire la moda del momento; a volte sappiamo quello che dobbiamo fare, ma non ne abbiamo il coraggio o ci pare troppo difficile perché vuol dire andare controcorrente”. Maria nell’Annunciazione, nella Visitazione, alle nozze di Cana “va controcorrente; si pone in ascolto di Dio, riflette e cerca di comprendere la realtà, e decide di affidarsi totalmente a Dio, decide di visitare, pur essendo incinta, l’anziana parente, decide di affidarsi al Figlio con insistenza per salvare la gioia delle nozze”. Infine, azione. Maria, nonostante “le critiche che avrà ricevuto per la sua decisione di partire, non si ferma davanti a niente” e “parte ‘in fretta’. Nella preghiera, davanti a Dio che parla, nel riflettere e meditare sui fatti della sua vita, Maria non ha fretta, non si lascia prendere dal momento, non si lascia trascinare dagli eventi”. Ma quando ha chiaro che cosa Dio le chiede, “non indugia, non ritarda, ma va ‘in fretta’”. Il suo agire è “una conseguenza della sua obbedienza alle parole dell’Angelo, ma unita alla carità: va da Elisabetta per rendersi utile; e in questo uscire dalla sua casa, da se stessa, per amore, porta quanto ha di più prezioso: Gesù; porta il suo Figlio”.

“A volte - ha sostenuto il Pontefice -, anche noi ci fermiamo all’ascolto, alla riflessione su ciò che dovremmo fare, forse abbiamo anche chiara la decisione che dobbiamo prendere, ma non facciamo il passaggio all’azione”. Soprattutto “non mettiamo in gioco noi stessi muovendoci ‘in fretta’ verso gli altri per portare loro il nostro aiuto, la nostra comprensione, la nostra carità; per portare anche noi, come Maria, ciò che abbiamo di più prezioso e che abbiamo ricevuto, Gesù e il suo Vangelo, con la parola e soprattutto con la testimonianza concreta del nostro agire”. Il Santo Padre ha concluso con una preghiera: “Maria, donna dell’ascolto, rendi aperti i nostri orecchi; fa’ che sappiamo ascoltare la Parola del tuo Figlio Gesù tra le mille parole di questo mondo; fa’ che sappiamo ascoltare la realtà in cui viviamo, ogni persona che incontriamo, specialmente quella che è povera, bisognosa, in difficoltà”. “Maria, donna della decisione - ha aggiunto -, illumina la nostra mente e il nostro cuore, perché sappiamo obbedire alla Parola del tuo Figlio Gesù, senza tentennamenti; donaci il coraggio della decisione, di non lasciarci trascinare perché altri orientino la nostra vita. Maria, donna dell’azione, fa’ che le nostre mani e i nostri piedi si muovano ‘in fretta’ verso gli altri, per portare la carità e l’amore del tuo Figlio Gesù, per portare, come te, nel mondo la luce del Vangelo”.

Fonte: Sir
Francesco, Rosario in piazza San Pietro: «Ascolto, decisione, azione»
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