Vita Chiesa
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Francesco, Udienza: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?»

«Perché cercate tra i morti colui che è vivo?». Su questa frase, pronunciata dall'Angelo e rivota alle donne che cercavano Gesù nel sepolcro, si è incentrata la catechesi dell'udienza generale di oggi, che il Papa ha dedicato al mistero della Resurrezione di Gesù.

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«Questa frase deve entrare nel cuore», ha detto il Papa esortando i fedeli a ripeterla con lui «per tre volte» e poi a rispondere, ciascuno, a tale domanda «in silenzio»: «La ripetiamo insieme tre volte? Oggi, quando torniamo a casa, diciamolo in silenzio: perché nella vita cerco tra i morti colui che è vivo? Ci farà bene farlo». Poi la frase è tornata a più riprese durante la catechesi, e il Papa ne ha fatto uno spunto per una intensa meditazione. «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?», ha ripetuto il Papa nella parte finale. «Questa frase - ha commentato - ci fa superare la tentazione di guardare indietro, a ciò che è stato ieri, e ci spinge avanti vero il futuro. Gesù non è nel sepolcro, è Risorto, è il vivente».

«Abbiamo bisogno di sentirci ripetere, e di ricordarci a vicenda, l'ammonimento dell'Angelo», ha detto il Papa: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Ci aiuta a uscire dai nostri spazi tristi e ci apre orizzonti di gioia e di speranza, che rimuove la pietra dal sepolcro». Dopo la morte e il sepolcro del Venerdì Santo, ha ricordato Francesco, «è la Resurrezione perenne verso la quale ci spinge lo Spirito Santo, donandoci la piena libertà». Così, l'interrogativo «perché cercate tra i morti colui che è vivo», oggi «viene rivolto anche a noi»: «Tu che ti chiudi in te stesso dopo un fallimento, tu che ti senti solo, tu che ti senti abbandonato dagli uomini e forse anche da Dio - la meditazione del Papa - tu che ha perso la speranza e ti senti imprigionato dai tuoi peccati…». Di qui la necessità che «ognuno di noi, in silenzio», risponda a questo interrogativo. «Lui è vivo, è con noi!», ha esclamato il Papa. «Non andate da tanti sepolcri che oggi ti promettono qualcosa e poi non ti danno niente!», l'ammonimento del Santo Padre.

«Quante volte noi cerchiamo la vita tra le cose morte, tra cose che non possono dare vita, che oggi ci sono e domani non ci sono più, le cose che passano?», ha chiesto il Papa ai fedeli: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Ne abbiamo bisogno quando ci chiudiamo in qualsiasi forma di egoismo o di autocompiacimento, o ci lasciamo sedurre dalle cose di questo mondo, quando riponiamo le nostre speranze nel denaro, nel successo». «Perché stai cercando lì?», ha chiesto il Papa quasi rivolgendosi idealmente ad ogni singolo fedeli: «Forse trovi l'allegria di un minuto, di un giorno, di una settimana… E poi?». Le parole dell'Angelo, per il Papa, «sono una pietra miliare nella storia, ma anche una pietra di inciampo, se non ci apriamo alla buona notizia, se pensiamo che dia più fastidio un Gesù morto invece che vivo». La Resurrezione di Gesù, ha detto il Papa, è «gioia vera, profonda, basata sulla certezza che Cristo Risorto ormai non muore più, ma è vivo e operante nella Chiesa e nel mondo».

«Non è facile essere aperti a Gesù, non è scontato essere aperti alla presenza del Risorto», ha detto il Papa citando le diverse reazioni alla Resurrezione di Cristo: quella di Tommaso, di Maria di Magdala e dei discepoli di Emmaus. «Tommaso - ha ricordato il Santo Padre - pone una condizione alla fede, chiede di toccare l'evidenza. Maria di Magdala piange, lo vede ma non lo riconosce, lo riconosce solo quando la chiama per nome». I discepoli di Emmaus, infine, «sono depressi, in preda a sentimenti di sconfitta prima di giungere all'incontro con Gesù nella figura di quel viandante». Per fortuna, ha commentato il Papa, «c'è Gesù a correggere la rotta. Lui ci sarà sempre per correggere la rotta, se noi abbiamo sbagliato».

Roma si è svegliata questa mattina sotto la pioggia, e così l'udienza generale ha avuto un insolito «prologo» in Aula Paolo VI, al coperto, dove il Papa si è intrattenuto a lungo con le persone disabili, malate e anziane, cui di solito riserva uno spazio privilegiato, dopo la catechesi, intrattenendosi con loro nei pressi dell'Arco delle Campane. Francesco ha stretto mani, ha accarezzato, e soprattutto si è fermato a parlare con gli «ospiti» più deboli, e per questo privilegiati, del tradizionale appuntamento del mercoledì. Insieme ai malati e agli anziani, i molti volontari riconoscibili dagli antipioggia gialli. Il Papa si è trattenuto a lungo davanti a due grandi quadri con le immagini in bianco e nero, in primo piano, di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, i due pontefici che domenica prossima proclamerà santi. Appena Papa Francesco si è congedato dall'Aula Paolo VI, ha ricevuto un fragoroso applauso da tutti i presenti. Fuori, piazza san Pietro straripa di persone, accorse in decine di migliaia nonostante la pioggia.

Fonte: Sir
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