Vita Chiesa
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Francesco a Capitolo Agostiniani: L'inquietudine della ricerca, dell'annuncio e dell'amore

L'augurio che il Signore «conservi nel nostro cuore l'inquietudine spirituale di ricercarlo sempre, l'inquietudine di annunciarlo con coraggio, l'inquietudine dell'amore verso ogni fratello e sorella». Lo ha espresso questa sera Papa Francesco nell'omelia della Messa che sta celebrando nella basilica romana dei santi Trifone e Agostino in Campo Marzio, in occasione dell'apertura del 184° capitolo generale ordinario dell'Ordine degli Agostiniani.

Parole chiave: Agostiniani (1)

Il Pontefice si è soffermato su tre «inquietudini»: quella «della ricerca spirituale», quella «dell'incontro con Dio» e quella «dell'amore, vissute da Agostino, e che oggi il Santo «ci invita a suscitare e a mantenere vive nella nostra vita». Agostino è un uomo «arrivato», spiega il Papa, ma «il suo cuore non è addormentato, direi non è anestetizzato dal successo». Egli «non si chiude in se stesso», ma «continua a cercare la verità, il senso della vita, continua a cercare il volto di Dio» e così, pur essendo un peccatore, «scopre che Dio lo aspettava, anzi, che non aveva mai smesso di cercarlo per primo». «Vorrei dire a chi si sente indifferente verso Dio, verso la fede», e anche «a noi, con le nostre ‘lontananze' e i nostri ‘abbandoni'»: «Guarda nel profondo del tuo cuore, guarda nell'intimo di te stesso, e domandati: hai un cuore che desidera qualcosa di grande o un cuore addormentato dalle cose?».

«Dio ti attende - ha proseguito il Pontefice -, ti cerca: che cosa rispondi? Ti sei accorto di questa situazione della tua anima? Oppure dormi?». «In Agostino è proprio questa inquietudine del cuore che lo porta all'incontro personale con Cristo», a quel Dio «vicino al nostro cuore, più intimo a noi di noi stessi». Ma il Santo non si ferma, «non si adagia», e in lui nasce «l'inquietudine di conoscerlo sempre di più e di uscire da se stesso per farlo conoscere agli altri». «Il tesoro di Agostino» è proprio questo «uscire sempre verso Dio, uscire sempre verso il gregge... è un uomo in tensione... non ‘privatizzare' l'amore... sempre in cammino! Sempre inquieto! È la pace dell'inquietudine». Di qui il secondo interrogativo del Santo Padre, soprattutto a «noi consacrati»: «Sono inquieto per Dio» o «mi lascio affascinare da quella mondanità spirituale che spinge a fare tutto per amore di se stessi?». «Mi sono per così dire ‘accomodato'» o conservo «la forza dell'inquietudine per Dio, per la sua Parola, che mi porta ad «andare fuori», verso gli altri?». Infine «l'inquietudine dell'amore». Il pensiero del Papa è andato alla mamma di sant'Agostino, santa Monica, e alle tante lacrime versate per la conversione del figlio. «E quante mamme anche oggi versano lacrime perché i propri figli tornino a Cristo e alla Chiesa! Non perdete la speranza nella grazia di Dio!».

Dalla madre il Santo di Ippona «riceve il seme dell'inquietudine. Ecco, allora, avverte il Papa, «l'inquietudine dell'amore: cercare sempre, senza sosta, il bene dell'altro, della persona amata, con quella intensità che porta anche alle lacrime». «Come siamo con l'inquietudine dell'amore?», è l'interrogativo del Pontefice. «Crediamo nell'amore a Dio e agli altri?». Ci lasciamo «inquietare dalle loro necessità o rimaniamo chiusi in noi stessi, nelle nostre comunità, che molte volte è per noi ‘comunità-comodità'?». «Penso con dolore - ha concluso il Santo Padre - ai consacrati che non sono fecondi, che sono ‘zitelloni'», mentre «l'inquietudine dell'amore spinge sempre ad andare incontro all'altro, senza aspettare che sia l'altro a manifestare il suo bisogno» e «ci regala il dono della fecondità pastorale».

«Lei ci dona oggi la splendida opportunità di ascoltare la sua parola, il suo messaggio, durante questo momento di grande importanza per la vita dell'Ordine». Aveva esordito così padre Robert F. Prevost, priore generale dell'ordine degli agostiniani, nel suo saluto a Papa Francesco. Se sant'Agostino di cui si celebra oggi la memoria liturgica «è nostro padre, nostro fondatore spirituale - aveva proseguito il priore - la Santa Chiesa è nostra vera madre e istitutrice». «Agostino ci ricorda l'importanza di camminare uniti insieme con tutta la Chiesa». «Quanti amano - parola di p. Prevost - vanno sempre avanti, è la via che noi percorriamo». Questa via «detesta tre categorie di uomini: chi si ferma, chi torna indietro e chi devia». «Con l'aiuto del Signore il nostro andare sia protetto e difeso contro queste tre categorie negative». «Santo Padre, la sua presenza con noi oggi ci aiuterà nel nostro impegno ad andare avanti con decisione e con amore».

Francesco a Capitolo Agostiniani: L'inquietudine della ricerca, dell'annuncio e dell'amore
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