Vita Chiesa
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Francesco a Istituti religiosi: «Avamposti dell’attenzione ai poveri»

«Di fronte alla precarietà in cui vive la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo, come pure di fronte alle fragilità spirituali e morali di tante persone, in particolare i giovani, come comunità cristiana ci sentiamo interpellati». Lo ha affermato Papa Francesco, nel suo messaggio per il simposio internazionale organizzato a Roma dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata, sul tema «La gestione dei beni ecclesiastici degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica a servizio dell’humanum e della missione nella Chiesa».

In questo tempo, “gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica possono e devono essere soggetti protagonisti e attivi nel vivere e testimoniare che il principio di gratuità e la logica del dono trovano il loro posto nell’attività economica”. Il carisma fondazionale di ciascun Istituto è inscritto a pieno titolo in questa “logica”: “Nell’essere-dono, come consacrati, date il vostro vero contributo allo sviluppo economico, sociale e politico”. Per il Papa, “la fedeltà al carisma fondazionale e al conseguente patrimonio spirituale, insieme alle finalità proprie di ciascun Istituto, rimangono il primo criterio di valutazione dell’amministrazione, gestione e di tutti gli interventi compiuti negli Istituti, a qualsiasi livello”.

“Occorre vigilare attentamente - ha chiarito il Pontefice - affinché i beni degli Istituti siano amministrati con oculatezza e trasparenza, siano tutelati e preservati, coniugando la prioritaria dimensione carismatico-spirituale alla dimensione economica e all’efficienza, che ha un suo proprio humus nella tradizione amministrativa degli Istituti che non tollera sprechi ed è attenta al buon utilizzo delle risorse”. Gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, ha proseguito, “sono stati sempre voce profetica e testimonianza vivace della novità che è Cristo, della conformazione a Colui che si è fatto povero arricchendoci con la sua povertà. Questa povertà amorosa è solidarietà, condivisione e carità e si esprime nella sobrietà, nella ricerca della giustizia e nella gioia dell’essenziale, per mettere in guardia dagli idoli materiali che offuscano il senso autentico della vita”. Infatti, “non serve una povertà teorica, ma la povertà che s’impara toccando la carne di Cristo povero, negli umili, nei poveri, negli ammalati, nei bambini”. “Siate ancora oggi, per la Chiesa e per il mondo - ha concluso -, gli avamposti dell’attenzione a tutti i poveri e a tutte le miserie, materiali, morali e spirituali, come superamento di ogni egoismo nella logica del Vangelo che insegna a confidare nella Provvidenza di Dio”.

Fonte: Sir
Francesco a Istituti religiosi: «Avamposti dell’attenzione ai poveri»
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