Vita Chiesa
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Francesco: a Meeting Rimini, «Il cristiano non ha paura di andare verso le periferie»

“Il tema scelto per quest’anno - Verso le periferie del mondo e dell’esistenza - riecheggia una costante sollecitudine del Santo Padre. Fin dal suo episcopato a Buenos Aires, Egli si rese conto che le ‘periferie’ non sono soltanto luoghi, ma anche e soprattutto persone”. Lo si legge nel messaggio che Papa Francesco ha inviato al vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, tramite il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, in occasione della 35ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, che si apre domani a Rimini sul tema “Verso le periferie del mondo e dell’esistenza.

Parole chiave: Meeting di Rimini (48)

Il destino non ha lasciato solo l’uomo”. Papa Francesco, si legge nel messaggio, “ringrazia i responsabili del Meeting di avere accolto e diffuso il suo invito a camminare in questa prospettiva. Una Chiesa ‘in uscita’ è l’unica possibile secondo il Vangelo; lo dimostra la vita di Gesù, che andava di villaggio in villaggio annunciando il Regno di Dio e mandava davanti a sé i suoi discepoli. Per questo il Padre lo aveva mandato nel mondo”. “Il cristiano - prosegue il testo - non ha paura di decentrarsi, di andare verso le periferie, perché ha il suo centro in Gesù Cristo. Egli ci libera dalla paura”.

“In sua compagnia - si legge nel messaggio - possiamo avanzare sicuri in qualunque luogo, anche attraverso i momenti bui della vita, sapendo che, dovunque andiamo, sempre il Signore ci precede con la sua grazia, e la nostra gioia è condividere con gli altri la buona notizia che Lui è con noi”, nella consapevolezza che “non siamo noi a salvare il mondo, è solo Dio che lo salva”. In realtà, “gli uomini e le donne del nostro tempo corrono il grande rischio di vivere una tristezza individualista, isolata anche in mezzo a una quantità di beni di consumo, dai quali comunque tanti restano esclusi. Spesso prevalgono stili di vita che inducono a porre la propria speranza in sicurezze economiche o nel potere o nel successo puramente terreno. Anche i cristiani corrono questo rischio”. Ma “questo non ci deve scoraggiare”. Papa Francesco invita a collaborare, anche con il Meeting, al “ritorno all’essenziale, che è il Vangelo di Gesù Cristo”. E, come si legge nel messaggio, il Santo Padre indica ai responsabili e ai partecipanti al Meeting “due attenzioni particolari”. Anzitutto, “invita a non perdere mai il contatto con la realtà, anzi, ad essere amanti della realtà. Anche questo è parte della testimonianza cristiana: in presenza di una cultura dominante che mette al primo posto l’apparenza, ciò che è superficiale e provvisorio, la sfida è scegliere e amare la realtà”.

Inoltre, il Papa “invita a tenere sempre lo sguardo fisso sull’essenziale. I problemi più gravi, infatti, sorgono quando il messaggio cristiano viene identificato con aspetti secondari che non esprimono il cuore dell’annuncio. In un mondo nel quale, dopo duemila anni, Gesù è tornato ad essere uno sconosciuto in tanti Paesi anche dell’Occidente, ‘conviene essere realisti e non dare per scontato che i nostri interlocutori conoscano lo sfondo completo di ciò che diciamo o che possano collegare il nostro discorso con il nucleo essenziale del Vangelo’”. Per questo, “un mondo in così rapida trasformazione chiede ai cristiani di essere disponibili a cercare forme o modi per comunicare con un linguaggio comprensibile la perenne novità del Cristianesimo”. “Sua Santità - conclude il cardinale Parolin - offre queste riflessioni come contributo alla settimana del Meeting, a tutti coloro che vi parteciperanno, in particolare ai responsabili, agli organizzatori e ai relatori che giungeranno dalle periferie del mondo e dell’esistenza per testimoniare che Dio Padre non lascia soli i suoi figli. Il Papa auspica che tanti possano rivivere l’esperienza dei primi discepoli di Gesù, i quali, incontrandolo sulla riva del Giordano, si sentirono domandare: ‘Che cosa cercate?’. Possa questa domanda di Gesù accompagnare sempre il cammino di quanti visitano il Meeting per l’amicizia tra i popoli”.

Fonte: Sir
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