Vita Chiesa
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Francesco a neocatecumenali: Mettete al primo posto la comunione ecclesiale

Un incoraggiamento a portare l'annuncio negli ambienti più scristianizzati, ma anche la forte raccomandazione a mantenere la comunione ecclesiale, a porre attenzione al contesto culturale nel quale si opera in missione e a rispettare la libertà di chi cerchi fuori dal Cammino neocatecumenale altre strade di vita cristiana.

“Vi incoraggio a portare dovunque, anche negli ambienti più scristianizzati, specialmente nelle periferie esistenziali, il Vangelo di Gesù Cristo”. Si è concluso con questo invito il discorso che il Papa ha rivolto ai neocatecumenali, ricevuti oggi in udienza. Durante l’incontro, il Santo Padre ha inviato 450 famiglie in missione: 174 faranno parte delle 40 nuove “missio ad gentes” che verranno aggiunte alle 52 già esistenti. “Evangelizzate con amore, portate a tutti l’amore di Dio”, ha detto loro sollecitandoli ad essere “missionari zelanti e gioiosi”: “Dite a quanti incontrerete sulle strade della vostra missione che Dio ama l’uomo così com’è, anche con i suoi limiti, con i suoi sbagli, con i suoi peccati”. “Siate messaggeri e testimoni dell’infinita bontà e dell’inesauribile misericordia del Padre”, l’esortazione del Papa, che all’inizio del suo discoro ha ringraziato in modo “speciale” le famiglie “che si recheranno in diverse parti del mondo per annunciare e testimoniare il Vangelo”. “La Chiesa vi è grata per la vostra generosità”, ha esclamato Papa Francesco, ringraziando le famiglie neocatecumenali “per tutto quello che fate nella Chiesa e nel mondo”.

Tre “semplici raccomandazioni, a nome della Chiesa, nostra Madre”. A proporlo è stato il Papa, nell’udienza concessa oggi al Cammino neocatecumenale. La prima: “Avere la massima cura per costruire e conservare la comunione all’interno delle Chiese particolari nelle quali andrete ad operare”. “Il Cammino - ha detto il Papa - ha un proprio carisma, una propria dinamica, un dono che come tutti i doni dello Spirito ha una profonda dimensione ecclesiale”. Questo significa, ha spiegato, “mettersi in ascolto della vita delle Chiese nelle quali i vostri responsabili vi inviano, a valorizzarne le ricchezze, a soffrire per le debolezze se necessario, e a camminare insieme, come unico gregge, sotto la guida dei Pastori delle Chiese locali”. “La comunione è essenziale”, ha ammonito il Papa: “A volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte”.

“Dovunque andiate, vi farà bene pensare che lo Spirito di Dio arriva sempre prima di noi”. Ai neocatecumenali, ricevuti in udienza oggi, il Papa ha ricordato che “il Signore sempre ci precede! Anche nei posti più lontani, anche nelle culture più diverse, Dio sparge dovunque i semi del suo Verbo”. Di qui la necessità di “una speciale attenzione al contesto culturale nel quale voi famiglie andrete ad operare: si tratta di un ambiente spesso molto differente da quello da cui provenite”. “Molti di voi faranno la fatica di imparare la lingua locale, a volte difficile, e questo sforzo è apprezzabile”, ha detto il Papa, secondo il quale “tanto più importante sarà il vostro impegno ad ‘imparare’ le culture che incontrerete, sapendo riconoscere il bisogno di Vangelo che è presente ovunque, ma anche quell’azione che lo Spirito Santo ha compiuto nella vita e nella storia di ogni popolo”.

“Avere cura con amore gli uni degli altri, in particolar modo dei più deboli”. È l’ultima raccomandazione del Papa al Cammino neocatecumenale, che “in quanto itinerario di scoperta del proprio battesimo, è una strada esigente, lungo la quale un fratello o una sorella possono trovare delle difficoltà impreviste”. In questi casi, ha detto il Papa, “l’esercizio della pazienza e della misericordia da parte della comunità è segno di maturità nella fede”. “La libertà di ciascuno non deve essere forzata - ha ammonito il Papa a questo proposito - e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana che lo aiutino a crescere nella risposta alla chiamata del Signore”. All’udienza di oggi, svoltasi nell’Aula Paolo VI, hanno partecipato circa 10mila persone, tra cui numerosi cardinali e un centinaio di vescovi.

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