Vita Chiesa
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Francesco ai ministranti: «Dio vuole persone libere. Parlate di Gesù ai vostri coetanei»

Dio vuole persone umane libere, perché si sentono sempre protette come figli di un buon Padre”. Lo ha detto il Papa, incontrando oggi, in piazza San Pietro, 50mila ministranti di lingua tedesca, in occasione del loro pellegrinaggio a Roma, sul tema: “Liberi! Perché è lecito fare il bene”.

“Dio ci dimostra che Lui è il Padre buono”, ha fatto notare il Papa nell’omelia dei vespri, pronunciata in tedesco: “E come lo fa? Lo fa attraverso l’incarnazione del suo Figlio, che diventa come uno di noi. Attraverso quest’uomo concreto di nome Gesù possiamo capire ciò che Dio veramente intende. Egli vuole persone umane libere, perché si sentono sempre protette come figli di un buon Padre”. Per realizzare questo “disegno”, ha proseguito il Santo Padre, Dio “ha bisogno di una donna, una madre, che metta al mondo il Figlio. Lei è la Vergine Maria, che onoriamo con questa celebrazione vespertina. Maria fu totalmente libera. Nella sua libertà ha detto di ‘sì’. Lei ha fatto il bene per sempre. Così ha servito Dio e gli uomini”. “Imitiamo il suo esempio, se vogliamo sapere ciò che Dio si aspetta da noi suoi figli”, l’invito di Francesco. I giovani ministranti che affollano questa sera piazza San Pietro hanno tra i 13 e i 27 anni, arrivano dalla Germania ma anche dall’Austria e dalla Svizzera.

“Siete chiamati a parlare di Gesù ai vostri coetanei, non solo all’interno della comunità parrocchiale o della vostra associazione, ma soprattutto al di fuori”. E’ la consegna rivolta ai ministranti, nel discorso di risposta - pronunciato in italiano e non in tedesco come l’omelia - alle domande dei 50mila presenti oggi in piazza san Pietro. “Il mondo ha bisogno di persone che testimonino agli altri che Dio ci ama, che è nostro Padre”, ha esordito Francesco ricordando che “nella società tutti gli individui hanno il compito di mettersi al servizio del bene comune, offrendo le cose necessarie per l’esistenza: il cibo, i vestiti, le cure mediche, l’istruzione, l’informazione, la giustizia… Noi discepoli del Signore abbiamo una missione in più: quella di essere ‘canali’ che trasmettono l’amore di Gesù. In questa missione voi, ragazzi e giovani, avete un ruolo particolare”. “Tanti ragazzi e giovani della vostra età hanno un immenso bisogno di qualcuno che con la propria vita dica loro che Gesù ci conosce, ci ama, ci perdona, condivide con noi le nostre difficoltà e ci sostiene con la sua grazia”, ha esclamato il Santo Padre: “Ma per parlare agli altri di Gesù bisogna conoscerlo e amarlo, fare esperienza di Lui nella preghiera, nell’ascolto della sua parola”.

“Il Signore chiama ognuno di voi a lavorare nel suo campo; vi chiama ad essere gioiosi protagonisti nella sua Chiesa, pronti a comunicare ai vostri amici ciò che Lui vi ha comunicato, specialmente la sua misericordia e la sua tenerezza”. Lo ha detto il Papa ai 50mila ministranti di lingua tedesca che hanno gremito questa sera piazza San Pietro. Papa Francesco ha fatto un riferimento diretto al loro “servizio liturgico”, che “vi permette di stare vicino a Gesù Parola e Pane di vita” ha detto. Poi un consiglio: “Il Vangelo che ascoltate nella liturgia, rileggetelo personalmente, in silenzio, e applicatelo alla vostra vita; e con l’amore di Cristo, ricevuto nella santa Comunione, potrete metterlo in pratica”. Quanto alle “difficoltà” a conciliare l’impegno di ministrante con le altre attività, oggetto di una delle tre domande poste dai ragazzi al Santo Padre, Francesco ha ammesso: “Bisogna organizzarsi, programmare in modo equilibrato le cose… ma voi siete tedeschi, e questo vi viene bene!”.

“Non usate male la vostra libertà! Non sciupate la grande dignità di figli di Dio che vi è stata donata!”. E’ l’appello finale del Papa, che nel discorso di risposta alle domande dei ministranti si è soffermato su “quel grande dono che è la libertà”, che “se non è esercitata bene ci può condurre lontani da Dio, può farci perdere la dignità di cui Lui ci ha rivestiti”. Per questo “sono necessari degli orientamenti, delle indicazioni e anche delle regole, tanto nella società quanto nella Chiesa, per aiutarci a fare la volontà di Dio, vivendo così secondo la nostra dignità di uomini e di figli di Dio”. “Quando non è plasmata dal Vangelo, la libertà può trasformarsi in schiavitù: la schiavitù del peccato”, ha ammonito il Papa citando “i nostri progenitori, Adamo ed Eva”, che “allontanandosi dalla volontà divina sono caduti nel peccato, cioè nel cattivo uso della libertà”. “Se seguirete Gesù e il suo Vangelo, la vostra libertà sboccerà come una pianta in fiore, e porterà frutti buoni e abbondanti”, ha assicurato Francesco: “Troverete la gioia autentica, perché Lui ci vuole uomini e donne pienamente felici e realizzati”. “Solo aderendo alla volontà di Dio possiamo compiere il bene ed essere luce del mondo e sale della terra”, ha concluso il Papa augurando ai presenti di “essere, nella Chiesa e nella società, protagonisti del bene e operatori di pace”.

Fonte: Sir
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