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Francesco ai vescovi olandesi: «Compassione per vittime abusi»

Papa Francesco è vicino alle persone vittime degli abusi sessuali e alle loro famiglie. Lo ha detto oggi ai vescovi olandesi giunti a Roma in visita ad limina. Parlando dei sacerdoti e delle vocazioni, il Papa nel suo lungo discorso ha fatto riferimento «ad alcuni di loro» che «sono purtroppo venuti meno ai loro impegni».

Percorsi: Olanda - Papa Francesco
Parole chiave: abusi sessuali (185)

Si tratta della pagina oscura della Chiesa in Olanda travolta nel 2011 da un Rapporto choc redatto da una Commissione di inchiesta indipendente sugli abusi sessuali secondo la quale «decine di migliaia di bambini» sono stati abusati sessualmente, dal 1945 al 1981, nelle istituzioni della Chiesa cattolica olandese e le autorità ecclesiastiche «non hanno affrontato le violazioni in una maniera adeguata», né hanno aiutato le vittime. «In modo tutto particolare, desidero esprimere la mia compassione - ha detto oggi il Papa - e assicurare la mia preghiera a ciascuna delle persone vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie; vi chiedo di continuare a sostenerle nel loro doloroso cammino di guarigione, intrapreso con coraggio».

In una società fortemente secolarizzata come l'Olanda, l'invito di Papa Francesco ai cattolici di quel Paese è quello ad essere presenti nel dibattito pubblico, per «svegliare, risvegliare, mantenere la speranza». Lo ha rivolto questa mattina il Santo Padre ai vescovi olandesi incontrati a Roma nell'ambito della loro visita ad limina. «Nella vostra società, fortemente segnata dalla secolarizzazione - ha detto il Papa -, vi incoraggio anche ad essere presenti nel dibattito pubblico, in tutti gli ambiti nei quali è in causa l'uomo, per rendere visibile la misericordia di Dio, la sua tenerezza per ogni creatura. Nel mondo di oggi, la Chiesa ha il compito di ripetere instancabilmente le parole di Gesù: ‘Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro'.». Da qui l'incoraggiamento di Papa Francesco ai cattolici di Olanda perché sappiano cogliere «le occasioni di dialogo, rendendosi presenti nei luoghi in cui si decide il futuro; potranno così portare il loro contributo nei dibattiti sulle grandi questioni sociali riguardanti per esempio la famiglia, il matrimonio, la fine della vita».

«Permettetemi anzitutto di esprimere la mia riconoscenza - ha esordito il Papa - per il servizio di Cristo e del Vangelo che voi adempite per il popolo che vi è affidato, in circostanze spesso ardue. Non è facile conservare la speranza nelle difficoltà che dovete affrontare!». Ma la Chiesa, ha aggiunto, ha la vocazione di «rispondere alle inquietudini di tanti uomini e donne che sperimentano l'angoscia e lo scoraggiamento davanti al futuro». Quindi Papa Francesco ha parlato anche del «vuoto spirituale», delle persone che «sono alla ricerca di senso per la loro vita, anche se non sempre lo sanno esprimere». E ha messo in guardia dal rispettare il «primato dell'uomo» e «l'apertura al trascendente» perché «sopprimendo la dimensione trascendente, una cultura si impoverisce». «La Chiesa non propone soltanto delle verità morali immutabili - ha concluso -, e degli atteggiamenti contro-corrente rispetto al mondo, ma li propone come la chiave del bene umano e dello sviluppo sociale».

Fonte: Sir
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