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Francesco: al Forum di Davos, «Ricchezza sia al servizio dell'umanità»

Papa Francesco ha rivolto un forte appello alla «responsabilità», per «fare in modo che la ricchezza sia al servizio dell'umanità e non la governi» ai partecipanti al 44° Forum economico mondiale di Davos in corso in questi giorni in Svizzera

«Non si può tollerare - ha scritto Francesco - che migliaia di persone muoiano ogni giorno di fame, pur essendo disponibili ingenti quantità di cibo, che spesso vengono semplicemente sprecate. Parimenti, non possono lasciare indifferenti i numerosi profughi in cerca di condizioni di vita minimamente degne, che non solo non trovano accoglienza, ma non di rado vanno incontro alla morte in viaggi disumani». Il messaggio, con data 17 gennaio ma reso noto oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede è stato inviato a Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum, e consegnato dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Nonostante i successi raggiunti in tanti campi dell'agire umano, osserva Papa Francesco, «non di rado» questi «hanno portato anche ad una diffusa esclusione sociale. Infatti, la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo continua a vivere ancora una quotidiana precarietà, con conseguenze spesso drammatiche».

«In questa sede - scrive il Papa -, desidero richiamare l'importanza che hanno le diverse istanze politiche ed economiche nella promozione di un approccio inclusivo, che tenga in considerazione la dignità di ogni persona umana e il bene comune. Si tratta di una preoccupazione che dovrebbe improntare ogni scelta politica ed economica, ma a volte sembra solo un'aggiunta per completare un discorso». «Coloro che hanno incombenze in tali ambiti - prosegue - hanno una precisa responsabilità nei confronti degli altri, particolarmente di coloro che sono più fragili, deboli e indifesi». «Sono consapevole che queste parole sono forti, persino drammatiche - afferma Papa Francesco -, tuttavia esse intendono sottolineare, ma anche sfidare, la capacità di influire di codesto uditorio. Infatti, coloro che, con il loro ingegno e la loro abilità professionale, sono stati capaci di creare innovazione e favorire il benessere di molte persone, possono dare un ulteriore contributo, mettendo la propria competenza al servizio di quanti sono tuttora nell'indigenza. Occorre, perciò, un rinnovato, profondo ed esteso senso di responsabilità da parte di tutti» per «servire con più efficacia il bene comune e di rendere più accessibili per tutti i beni di questo mondo».

«Il progresso umano, suggerisce il Papa, richiede anche «decisioni, meccanismi e processi volti a una più equa distribuzione delle ricchezze, alla creazione di opportunità di lavoro e a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo». «Sono convinto che a partire da tale apertura alla trascendenza - sottolinea - potrebbe formarsi una nuova mentalità politica ed imprenditoriale, capace di guidare tutte le azioni economiche e finanziarie nell'ottica di un'etica veramente umana. La comunità imprenditoriale internazionale può contare su molti uomini e donne di grande onestà e integrità personale, il cui lavoro è ispirato e guidato da alti ideali di giustizia, generosità e preoccupazione per l‘autentico sviluppo della famiglia umana». Il Papa esorta perciò i potenti «ad attingere a queste grandi risorse morali e umane, e ad affrontare tale sfida con determinazione e con lungimiranza». «Senza ignorare, naturalmente, la specificità scientifica e professionale di ogni contesto - conclude -, vi chiedo di fare in modo che la ricchezza sia al servizio dell'umanità e non la governi».

Fonte: Sir
Francesco: al Forum di Davos, «Ricchezza sia al servizio dell'umanità»
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