Vita Chiesa
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Francesco dalle claustrali dell'Aventino: Nei monasteri è ancora accesa la lampada della speranza?

«Sappiamo aspettare il domani di Dio, o vogliamo l'oggi?». È la domanda rivolta, a braccio, dal Papa alle monache camaldolesi del monastero di Sant'Antonio Abate, visitate questo pomeriggio all'Aventino (Roma) in occasione della Giornata per le claustrali.

Nell'omelia dei vespri, cantati con le monache, Papa Francesco si è soffermato su Maria, «madre della speranza», auspicando che quello del cristiano sia «un atteggiamento che sempre guarda al domani». Quando Maria ha ricevuto l'annuncio dell'Angelo,ha fatto notare il Papa sempre fuori testo, «avrebbe potuto dire: ‘questo non è vero, sono stata ingannata', e non l'ha fatto».

«L'unica lampada accesa al sepolcro di Gesù è la speranza della madre, che in quel momento è la speranza dell'umanità. Domando a me e a voi: nei Monasteri è ancora accesa questa lampada?». A chiederlo alle monache del monastero di Sant'Antonio Abate all'Aventino (Roma) è stato il Papa. «Maria è la madre della speranza, l'icona più espressiva della speranza cristiana», ha esordito nell'omelia dei vespri: «Tutta la sua vita è un insieme di atteggiamenti di speranza, a cominciare dal sì al momento dell'annunciazione», quando «Maria non sapeva come potesse diventare madre, ma si è affidata totalmente al mistero che stava per compiersi, ed è diventata la donna dell'attesa e della speranza». Dopo la profezia di «una spada che le avrebbe trafitto il cuore», Maria «si rende conto che la missione e la stessa identità di quel Figlio superano il suo essere madre». Eppure, «di fronte a tutte queste difficoltà e sorprese del progetto di Dio, la speranza della Vergine non vacilla mai».

Questo ci dice, ha commentato il Papa, che «la speranza si nutre di ascolto, di contemplazione, di pazienza perché i tempi del Signore maturino». Ai piedi della croce, infine, Maria «è donna del dolore e al contempo della vigilante attesa di un mistero, più grande del dolore, che sta per compiersi». «Tutto sembra veramente finito»: «eppure lei, beata perché ha creduto - ha commentato il Papa - da questa sua fede vede sbocciare il futuro nuovo e attende con speranza il domani di Dio, l'alba del mattino di Pasqua». «Dobbiamo molto a questa Madre!», ha esclamato Papa Francesco: «In lei, presente in ogni momento della storia della salvezza, vediamo una testimonianza solida di speranza. Lei, madre di speranza, ci sostiene nei momenti di buio, di difficoltà, di sconforto, di apparente sconfitta». «Maria, speranza nostra, ci aiuti a fare della nostra vita un'offerta gradita al Padre celeste e un dono gioioso per i nostri fratelli», ha concluso.

Fonte: Sir
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