Vita Chiesa
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Francesco, enciclica «Lumen fidei»: la fede non è una fiaba

«La fede, senza verità, non salva, non rende sicuri i nostri passi. Resta una bella fiaba, la proiezione dei nostri desideri di felicità, qualcosa che ci accontenta solo nella misura in cui vogliamo illuderci. Oppure si riduce a un bel sentimento, che consola e risalda, ma resta soggetto al mutarsi del nostro animo, alla variabilità dei tempi, incapace di sorreggere un cammino costante nella vita». Al legame tra fede e verità è dedicato il secondo capitolo della «Lumen fidei», in cui il Papa afferma che «richiamare la connessione della fede con la verità è oggi più che mai necessario, proprio per le crisi di verità in cui viviamo». (testo integrale in formato pdf)

Parole chiave: Lumen fidei (8)

«Nella cultura contemporanea - la denuncia del Papa - si tende spesso ad accettare come verità solo quella della tecnologia: è vero ciò che l'uomo riesce a costruire e misurare con la sua scienza, vero perché funziona, e così rende più comoda e agevole la vita. Questa sembra oggi l'unica verità certa, l'unica condivisibile con gli altri, l'unica su cui si può discutere e impegnarsi insieme». Dall'altra parte, ci sono «le verità del singolo, che consistono nell'essere autentici davanti a quello che ognuno sente nel suo interno, valide solo per l'individuo e che non possono essere proposte agli altri con la pretesa di servire il bene comune». (segue)

 «La verità grande, la verità che spiega l'insieme della vita personale e sociale, è guardata con sospetto», prosegue il Papa, secondo il quale in questo modo «rimane solo un relativismo in cui la domanda sulla verità di tutto, che è in fondo anche la domanda su Dio, non interessa più». Papa Francesco stigmatizza questo atteggiamento, e lo definisce «un grande oblio nel nostro mondo contemporaneo». «La domanda sulla verità - spiega infatti - è una questione di memoria, di memoria profonda, perché si rivolge a qualcosa che ci precede e, in questo modo, può riuscire a unirci oltre il nostro io piccolo e limitato». «Con il cuore si crede», afferma il Papa citando san Paolo e ricordando che «il cuore nella Bibbia, è il centro dell'uomo, dove s'intrecciano tutte le sue dimensioni: il corpo e lo spirito; l'interiorità della persona e la sua apertura al mondo e agli altri; l'intelletto, il volere, l'affettività. Se il core è capace di tenere insieme queste dimensioni, è perché è il luogo dove ci apriamo alla verità e all'amore e lasciamo che ci tocchino e ci trasformino nel profondo». La fede, cioè, «trasforma la persona intera, in quanto essa si apre all'amore», e «la comprensione della fede è quella che nasce quando riceviamo il grande amore di Dio che ci trasforma interiormente e ci dona occhi nuovi per vedere la realtà».

Fonte: Sir
Francesco, enciclica «Lumen fidei»: la fede non è una fiaba
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