Vita Chiesa
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Francesco, udienza: «La Chiesa è apostolica perché annuncia Cristo»

«Pregare e annunciare il Vangelo»: consiste in questo l'«apostolicità» della Chiesa, «il legame profondo, costitutivo che essa ha con gli apostoli, con quel piccolo gruppo di dodici uomini che Gesù un giorno chiamò a sé, li chiamò per nome, perché rimanessero con lui e per mandarli a predicare».

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A spiegarlo è stato il Papa, che nella catechesi dell'udienza generale di oggi si è soffermato sul significato di «apostolo», parola greca che vuol dire «mandato», «inviato». «Quando pensiamo ai successori degli apostoli, ai vescovi, a tutti i vescovi, anche il Papa è un vescovo - ha detto a braccio - dovremmo chiederci se pregano e annunciano il Vangelo: questo è l'apostolo, e per questo la Chiesa è apostolica». Secondo Papa Francesco, «tutti noi dovremmo chiederci: prego per la salvezza del mondo e annuncio il Vangelo?».

«Senza Gesù non può esistere la Chiesa», perché «Gesù è la base della Chiesa, il fondamento», ha detto il Papa, a braccio, commentando durante la catechesi la metafora usata da san Paolo nella lettera agli Efesini, in cui paragona i cristiani a «pietre vive» che «formano un edificio che è la Chiesa, e questo edificio è fondato sugli apostoli e la pietra che sorregge tutto è Gesù stesso». «Gli apostoli hanno vissuto con Gesù, hanno ascoltato le sue parole, hanno condiviso la sua vita, soprattutto sono stati testimoni della sua morte e risurrezione», ha ricordato il Papa, che ha ammonito: «La Chiesa non si fonda su un'idea, su una filosofia, ma su Cristo stesso. E la Chiesa è come una pianta che lungo i secoli è cresciuta, si è sviluppata, ha portato frutti, ma le sue radici sono ben piantate in lui»: quella «pianta piccolina», ha commentato Papa Francesco ancora fuori testo, «è la Chiesa, siamo tutti noi».

«Lui non passa, lui è vivo, è fra noi qui». Con queste parole, pronunciate a braccio e salutate da un applauso, il Papa ha parlato oggi di Gesù. «Lui ci sente, ci ascolta, è nel nostro cuore, è con noi oggi», ha assicurato agli oltre 70mila fedeli presenti in piazza S. Pietro: «E questa è la bellezza della Chiesa, la presenza di Gesù Cristo tra noi, e Gesù Cristo è vivo, perché è risorto». La Chiesa, ha detto il Papa per spiegare cosa significa la sua apostolicità, «è come un fiume che scorre nella storia, si sviluppa, irriga, ma l'acqua che scorre è sempre quella che parte dalla sorgente, da Cristo stesso: Lui è il Risorto, il Vivente, e le sue parole non passano». La Chiesa è apostolica - ha detto il Papa citando il Catechismo della Chiesa cattolica - perché «custodisce e trasmette», con l'aiuto dello Spirito Santo, «l'insegnamento, il buon deposito, le sane parole udite dagli Apostoli». La Chiesa «conserva lungo i secoli questo prezioso tesoro, che è la Sacra Scrittura, la dottrina, i sacramenti, il ministero dei pastori, così che possiamo essere fedeli a Cristo e partecipare alla sua stessa vita». «Pensiamo mai al dono della Chiesa?», ha chiesto il Papa ai fedeli.

«Siamo missionari, con la nostra parola e con la nostra vita cristiana, o siamo cristiani chiusi, cristiani di sacrestia, cristiani solo di parole ma che vivono come pagani?». Questa la domanda posta dal Papa nella parte finale della catechesi dell'udienza generale di oggi, in cui ha ribadito che «una Chiesa che si chiude in se stessa e nel passato tradisce la propria identità». Francesco ha ricordato che «la Chiesa è apostolica perché è inviata a portare il Vangelo a tutto il mondo», perché «continua nel cammino della storia la missione stessa che Gesù ha affidato agli apostoli: ‘Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, ed ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo'». «Insisto su questo aspetto della missionarietà - ha detto il Papa - perché Cristo invita tutti ad andare incontro agli altri, ci invia, ci chiede di muoverci per portare la gioia del Vangelo». «La Chiesa ha le sue radici nell'insegnamento degli apostoli, testimoni autentici di Cristo, ma guarda al futuro, ha la ferma coscienza di essere inviata, di essere missionaria», ha concluso il Papa, invitando i fedeli a riscoprire «tutta la bellezza e la responsabilità di essere Chiesa apostolica».

«Voi tutti qui presenti e i vostri cari affido alla celeste intercessione del Beato Giovanni Paolo II, nel trentacinquesimo anniversario dell'elezione alla Cattedra di Pietro». È il saluto con cui oggi Papa Francesco si è rivolto ai pellegrini polacchi, citando anche una sacra rappresentazione che si svolge oggi a Katowice sulla vita e sulla spiritualità di san Francesco, con la partecipazione di centinaia di attori e migliaia di spettatori. «Che quest'incontro artistico con il Poverello di Assisi - l'augurio del Papa - susciti nei cuori di tutti l'amore per Dio Creatore, il rispetto per il creato e la fattiva carità per coloro che necessitano dell'aiuto spirituale e materiale». Durante i saluti in lingua italiana che come di consueto concludono l'udienza generale, il Papa è partito dalla devozione al Sacro Cuore di Gesù per esortare i giovani, specialmente i ragazzi dell'Istituto Salesiano Borgo di Roma e dell'Istituto Smaldone di Salermo, ad «amare come amava lui». Tra gli altri, il Papa ha salutato i membri della Fondazione Raphael, impegnata in favore dei figli dei detenuti, e i delegati del Mouvement International Quart Monde, alla vigilia della Giornata del rifiuto della miseria. Un caloroso saluto, infine al personale di varie Ambasciate presso la Santa Sede, che ha ringraziato «vivamente» per il «prezioso lavoro».

Papa Francesco era arrivato alle 10, con mezz'ora di anticipo, in piazza S. Pietro, dove ha compiuto il suo abituale giro sulla jeep bianca scoperta salutando gli oltre 70mila fedeli - stando ai dati forniti dalla Prefettura della Casa Pontificia - che sono accorsi all'appuntamento del mercoledì trovando ad accoglierli uno squarcio di sole, dopo un inizio di mattinata romana che si è presentato piuttosto piovoso. Durante il tragitto in «papamobile», il Papa è stato avvicinato da alcuni rappresentanti dell'Associazione nazionale vigili del fuoco volontari - circa un centinaio - presenti in piazza, ha indossato uno dei loro tipici caschi, che gli è stato offerto da uno di loro. Tra i fedeli presenti in piazza, anche una rappresentanza del personale di varie Ambasciate presso la Santa Sede e un nutrito e coloratissimo numero di bambini delle scuole - circa 5mila - provenienti da città come Milazzo, Roma, San Severo, Salerno, Cassino, Civita Castellana, L'Aquila, Firenze, Portici, Marino Altamura, San Benedetto del Tronto, Avigliano Uro, Trani, Afragola, Barletta, Rivoli, Grottaferrata, Bergamo.

Fonte: Sir
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