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Giornata rom: appello ecumenico, «sempre più aperti» per vincere esclusione e povertà

Un appello ai cristiani d’Europa perché diventino «sempre più aperti nei confronti dei Rom, che sono spesso esclusi e vivono in povertà ai margini della società». A lanciarlo sono le Chiese europee attraverso i due loro organismi di rappresentanza - la Kek (per le chiese protestanti, ortodosse, anglicana) e il Ccee (per le Conferenze episcopali cattoliche) - in un messaggio comune scritto in occasione della Giornata internazionale dei rom che si celebra domani, l’8 aprile. 

Percorsi: Ecumenismo - Immigrati
Parole chiave: Kek (64), Ccee (166), nomadi (46), rom (98)

«Ogni essere umano è creato a immagine di Dio, qualunque sia la sua lingua e la sua cultura», scrivono Kek e Ccee. «Nonostante la difficoltà vissute lungo tutta la loro storia - aggiungono -, le minoranze Rom hanno mantenuto una ricca cultura che include valori come la vita familiare, l’amore per i bambini, la fede in Dio, il rispetto verso i defunti, il piacere della musica e della danza. Consideriamo questa cultura come un dono del Creatore, che merita rispetto e sostegno». La realtà vissuta da questa popolazione nel continente europeo è dappertutto estremamente difficile. Le Chiese ne danno testimonianza: «La situazione attuale di molte persone Rom in tutta Europa - scrivono infatti nel messaggio - è deplorevole. I principali problemi sono l’antigitanismo verbale e d’azione in tutta Europa, l’alto tasso di disoccupazione, la mancanza di formazione professionale e, di conseguenza, l’estrema povertà».

«Allo stesso tempo - si legge nel messaggio -, si possono osservare alcune tendenze positive nelle società europee. È cresciuto il numero dei giovani Rom che studiano nelle scuole superiori e nelle università. La conoscenza della popolazione Rom e la sensibilità nei loro confronti è in crescita». In prima linea nell’aiuto ai «loro fratelli e sorelle Rom» ci sono le Chiese cristiane, i sacerdoti, i pastori e i fedeli. «La nostra convinzione è - scrivono Kek e Ccee - che, accanto all’istruzione e all’occupazione, il cuore umano sia un terzo pilastro importante nello sviluppo delle relazioni con il popolo Rom». Le Chiese aiutano le comunità Rom a migliorare la loro integrazione sociale, «preservando la cultura Rom» e questo aiuto passa per l’insegnamento doposcuola, i servizi medici, gli aiuti alimentari, consulenze legali e altre forme di consulenza, ecc.

«Chiediamo alle nostre comunità - è l’appello delle Chiese europee - di sostenere queste iniziative, per diventare veri fratelli e sorelle di queste persone nel bisogno. Operare per la giustizia significa lavorare per una riconciliazione con questo passato. Dobbiamo costruire nuove relazioni giuste con il popolo Rom e impegnarci nel difficile ma essenziale compito del risanamento e della riconciliazione».

Fonte: Sir
Giornata rom: appello ecumenico, «sempre più aperti» per vincere esclusione e povertà
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