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L'inizio della Gmg

Gmg 2016, Messa d'apertura: card. Dziwisz, «portate a tutti la scintilla della misericordia»

«Cari giovani amici! È suonata l’ora aspettata da tre anni». E’ il saluto del cardinale Stanislav Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, ai 500mila giovani radunati al Parco Blonia per la Messa di inaugurazione della 31ª Giornata mondiale della gioventù.

Percorsi: Giovani - Gmg - Polonia
Il palco della Messa di apertura (Foto Sir)

(dagli inviati Sir a Cracovia). «L’abbiamo attesa dal giorno in cui Papa Francesco ha annunziato, a Rio de Janeiro, che la successiva Giornata mondiale della gioventù sarebbe stata in Polonia – a Cracovia», le parole del «padrone di casa»: «L’orologio collocato sulla facciata della basilica di S. Maria, nel cuore storico di Cracovia, ha misurato i giorni, le ore, i minuti e i secondi che ci separavano dal momento che adesso stiamo vivendo. Ma un orologio più importante, quello che misura i pensieri e i sentimenti dei nostri cuori, ci ha preparati spiritualmente all’incontro» dei giovani discepoli del Maestro di Nazaret, che comincia oggi».

«Siete arrivati da tutti i continenti e da tutte le nazioni, dall’oriente e dall’occidente, dal nord e dal sud del nostro globo», ha proseguito il porporato: «Portate con voi molte esperienze. Avete in voi molti desideri. Parlate molte lingue. Ma da oggi tutti useremo tra di noi il linguaggio del Vangelo. Il linguaggio dell’amore. Il linguaggio della fraternità, della solidarietà e della pace». «Siate tutti i benvenuti nella città di Karol Wojtyła – san Giovanni Paolo II», le parole del cardinale: «Egli in questa città si è maturato al servizio della Chiesa e da qui si è incamminato sui sentieri del mondo per annunciare il Vangelo di Gesù Cristo. Benarrivati nella città in cui in modo particolare viviamo il mistero e il dono della Divina Misericordia».

«Oggi Gesù Cristo parla a noi, a Cracovia, sulle rive del fiume Vistola, che attraversa tutta la Polonia, dai monti al mare», ha detto il cardinale Stanislaw Dziwisz nell’omelia. «Veniamo da tutte le nazioni sotto il sole, portiamo con noi la ricchezza delle nostre culture, tradizioni e lingue, le esperienze delle nostre Chiese locali, le testimonianze di fede e di santità delle precedenti generazioni e della generazione attuale. Veniamo da regioni del mondo dove la gente vive in pace, dove le famiglie sono comunità di amore e di vita e dove i giovani possono realizzare i loro sogni». «Ma ci sono tra noi anche ragazzi di Paesi in cui la gente soffre a causa di conflitti e di guerre, in cui i bambini muoiono di fame, in cui i cristiani sono crudelmente perseguitati», ha fatto notare Dziwisz: «Ci sono tra noi ragazzi provenienti da regioni del mondo dove ci sono violenze e cieco terrorismo, dove i governanti si arrogano diritti sugli uomini e sulle nazioni, facendosi guidare da ideologie folli».

«All’incontro con Gesù in questi giorni – ha proseguito – arriviamo con esperienze personali di vita secondo il Vangelo nel nostro mondo complicato. Portiamo con noi paure e delusioni, ma anche le nostre nostalgie e speranze, i nostri desideri di vita in un mondo più umano, più fraterno e solidale. Possiamo far fronte alle sfide del mondo di oggi, in cui l’uomo fa le sue scelte tra fede e miscredenza, fra il bene e il male, fra l’amore e il suo contrario».

«Domani arriverà tra noi il Pietro dei nostri tempi – il Santo Padre Francesco.  Dopodomani lo saluteremo in questo stesso posto. I giorni successivi ascolteremo le sue parole e pregheremo insieme con lui», ha detto ancora il Cardinale nel l’omelia. «La presenza del Papa alle Giornate mondiali della gioventù è anch’essa una bella nota caratteristica di questa festa della fede», ha proseguito: «Incontrandoci con Gesù, sperimentiamo che tutti insieme formiamo una grande comunità, cioè la Chiesa, che oltrepassa i confini tracciati dagli uomini e che dividono le persone. Sperimentare l’universalità della Chiesa è un’esperienza meravigliosa collegata con le Giornate mondiali della gioventù. Da noi, dalla fede e santità nostra, dipende l’aspetto della Chiesa. Da noi dipende la sua possibilità di arrivare col Vangelo  a coloro che ancora non conoscono Cristo o che non lo conoscono abbastanza». «Siamo venuti da vicino e da lontano», le parole di Dziwisz: «Molti di voi hanno percorso migliaia di chilometri e hanno investito molto nel viaggio, per essere oggi qui. Siamo a Cracovia, una volta capitale di quella Polonia alla quale mille e cinquanta anni fa è arrivata la luce della fede. La storia della Polonia non è stata facile, ma abbiamo sempre cercato di rimanere fedeli a Dio e al Vangelo».

«Cracovia vive del mistero della Divina Misericordia, grazie anche all’umile Suor Faustina e grazie a Giovanni Paolo II, che hanno sensibilizzato la Chiesa e il mondo a questo particolare carattere di Dio», ha poi ricordato il cardinale Stanislaw Dziwisz, che alla fine dell’omelia ha lanciato un appello alle centinaia di migliaia di giovani che hanno affollato il Parco Blonia: «Tornando ai vostri Paesi, alle vostre case e comunità, portate loro la scintilla della misericordia, ricordando a tutti che beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Portate agli altri la fiamma della vostra fede e accendete con essa altre fiamme, affinché i cuori umani battano al ritmo del Cuore di Gesù, che è fonte ardente di carità. Che la fiamma dell’amore avvolga tutto il nostro mondo, affinché in esso non ci siano più egoismo, violenza e ingiustizia, ma sulla nostra terra si i rinforzino la civiltà del bene, della riconciliazione, dell’amore e della pace». Infine, il ricordo di Giovanni Paolo II, «messaggero della buona novella, iniziatore delle Giornate mondiali della gioventù, amico dei giovani e delle famiglie. Siate anche voi tali messaggeri. Portate al mondo la buona novella di Gesù Cristo. Testimoniate che vale la pena affidare a Lui la nostra sorte e che lo si deve fare. Spalancate a Cristo le porte dei vostri cuori».

Fonte: Sir
Gmg 2016, Messa d'apertura: card. Dziwisz, «portate a tutti la scintilla della misericordia»
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