Vita Chiesa
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Un omaggio ai giovani che seguiranno l'evento

Gmg: la Toscana e Rio, un video nel «bracciale»

«Una buona partecipazione, vicina e lontana, alla Gmg». È l’augurio che il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente dei vescovi toscani, rivolge ai ragazzi e alle ragazze che si apprestano a seguire la Giornata mondiale della Gioventù. Il saluto di Betori, insieme alle riflessioni dei responsabili della pastorale giovanile e alle testimonianze di tanti giovani in un video realizzato da Toscana Oggi in collaborazione con le Misericordie della Toscana.

Il bracciale usb con i contenuti video

Il video (della durata di circa 20 minuti) è visibile attraverso il nostro sito internet (www.toscanaoggi.it) e le pagine facebook, twitter e youtube di Toscana Oggi, ed è stato anche inserito in una chiavetta usb a forma di braccialetto: un gadget che sarà offerto in omaggio a oltre mille ragazzi e ragazze di tutta la Toscana che nei giorni conclusivi della Gmg si ritroveranno in alcune località toscane per seguire e vivere, sia pure a distanza, questo importante evento.

Il «braccialetto usb» consentirà loro di scaricare e guardare il video sul proprio computer, e resterà come ricordo di questa Gmg: all’interno ci sarà anche il video dell’inno ufficiale della Gmg, mentre il braccialetto è decorato con i loghi di Rio 2013, delle Misericordie e di Toscana Oggi.

In 200 dalle diocesi toscane
Le Giornate mondiali della Gioventù sono, da quasi trent’anni, un appuntamento fondamentale per i giovani di tutto il mondo. Fu Giovanni Paolo II ad invitare i giovani a Roma per un incontro nell’Anno Santo del 1984. La risposta fu straordinaria: e fu deciso di alternare le celebrazioni di questa giornata a livello diocesano con grandi incontri internazionali. L’ultimo incontro mondiale di Giovanni Paolo II con i suoi giovani fu a Toronto, nel 2002: poi è stato papa Benedetto a raccogliere il testimone con la Giornata di Colonia, poi a Sidney e a Madrid nel 2011. E adesso l’incontro a Rio de Janeiro, in Brasile, con Papa Francesco.

A Rio è previsto l’arrivo, da qui ai prossimi giorni, di oltre 2 milioni di giovani da tutto il mondo; gli italiani saranno circa settemila, senza contare coloro che vi si recheranno con associazioni e movimenti. Dalle diocesi toscane ne sono previsti circa 200. I gruppi più numerosi da Firenze (37) e Arezzo (30), 17 da Lucca, 16 da Fiesole, 17 da Livorno... Da San Miniato va in Brasile anche la band musicale dei «Blu Confine» che suonerà proprio a Rio.

E a Rio ci sarà anche il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente dei vescovi toscani. «Ogni esperienza di fede – spiega – è un incontro con il Signore, con il suo amore. Questo vale anche per questa forma di esperienza di fede che sono le Giornate mondiali della Gioventù, sia per chi può seguirle nei luoghi dove avvengono, sia per chi le segue da lontano. È un sentirci convocati intorno a Gesù dalla parola del Papa e dalla parola dei vescovi, per poterlo conoscere meglio». Come già a Madrid, anche in Brasile Betori sarà uno dei vescovi italiani a guidare le catechesi nei giorni che precedono la veglia con il Papa.

Come le precedenti Gmg, anche quella di Rio darà un’impronta forte alla pastorale giovanile delle diocesi toscane: «La Giornata mondiale della Gioventù – spiega don Alessandro Lombardi, incaricato regionale per la pastorale giovanile –  è capace di dare grandi spunti per la vita dei giovani. È un momento importante non solo per quello che è, ma per quello che accende dopo: quando si incontra il Signore, le cose non rimangono più come prima. Spero che anche questa Gmg possa accendere dei percorsi che aiutino i giovani ad essere presenti nella vita di tutti i giorni con la forza del Vangelo: far vedere a chiunque, soprattutto ai loro coetanei, che aver incontrato il Signore è qualcosa di bello, e che essere cristiani non toglie niente a nessuno: ce lo ha ricordato tante volte Giovanni Paolo II, poi Benedetto XVI e continua a ricordarcelo papa Francesco».

È già partito per il Brasile anche don Gabriele Bandini, responsabile della pastorale giovanile per la Diocesi di Fiesole. Don Grabiele è la «memoria storica» delle Gmg: ha partecipato la prima volta nel 1991 a Chestokowa, l’estate prima di entrare in Seminario, poi ne ha fatte altre da seminarista e poi accompagnando i giovani come sacerdote. «La Gmg – racconta – è sempre un’esperienza forte di fede, con Gesù, nella Chiesa. Un’esperienza indelebile, che lascia un segno forte, al di là di quello che potrebbe apparire come pura emotività. Credo che incida nella vita di un giovane molto più di quanto pensiamo. È un momento bello, intenso: incontrare tanti giovani, di tante culture, tante lingue, uniti dalla stessa fede, intorno al Papa, davanti a Gesù».

Riccardo Bigi

Partiti anche 450 giovani del Cammino neocatecumenale
Sono ben 450 i giovani del Cammino neocatecumenale della Toscana partiti per la Gmg di Rio. In Brasile viaggiano suddivisi in 10 pullman, accoppiati a due a due. e faranno itinerari molto diversi l’uno dall’altro. I gruppi diocesani che non sono riusciti a riempire un pullman sono stati associati ad altri gruppi di altre diocesi. Questa la provenienza indicativa dei ragazzi: 290 dalla diocesi di Firenze, 15 da Arezzo, 2 Chiusi, 15 Siena, una quarantina da San Miniato, 6 da Grosseto, 6 da Massa, 6 da Lucca, una quarantina da Pistoia.

I ragazzi del Cammino vengono ospitati nelle diocesi di San Paolo, quartiere di Villa Formosa, parrocchia di Santa Cruz e nella diocesi di Jundiaí a 80 km da San Paolo. L’ospitalità è presso famiglie, parrocchie e un paio di giorni in albergo. Verranno visitati molti dei luoghi simbolo della fede brasiliana tra cui il Santuario dell’Aparecida e i luoghi del beato Anchieta e di sant’Antonio del Galvao.

Il pellegrinaggio prevede anche delle «missioni popolari» per l’evangelizzazione di strada. I ragazzi hanno imparato in queste settimane i canti del Cammino in portoghese e terranno delle professioni di fede pubbliche nelle strade e nelle piazze. Come di consueto, dopo l’incontro con il Papa i giovani avranno un incontro vocazionale con Kiko Arguello, iniziatore del Cammino, il 29 luglio, nel quartiere di Barra de Tiuca a Rio a conclusione del quale di solito moltissimi giovani decidono di entrare in seminario o in monastero.

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